Processo tra un anno per il lupo scuoiato Ammesse le parti civili
suvereto
All’ultima udienza al Tribunale di Grosseto, il giudice Andrea Stramenga, si era riservato di decidere sulle costituzioni di parte civili da parte delle associazioni ambientaliste al processo nei confronti di Salvatore Fais, l’allevatore imputato di aver ucciso un lupo con un laccio da cattura; nei suoi confronti anche l’accusa di furto di un esemplare di specie protetta tutelata dallo Stato.
La carcassa fu ritrovata il 27 aprile 2017 issata su un cartello stradale al confine tra Suvereto e Monterotondo Marittimo. Il difensore di Fais, l’avvocato Carlo Valle, aveva fatto osservare che le associazioni non avrebbero alcuna legittimazione a costituirsi in merito al furto e che il danno ambientale richiamato dalle associazioni non ha a che vedere con le contestazioni mosse nel procedimento. Il legale aveva citato anche le tabelle di un decreto ministeriale che indicano solo la Lav, che aveva presentato richiesta con l’avvocata Paola Tamanti, che rappresenta anche la Lac. C’erano poi il Wwf, rappresentato dall’avvocato Roberto Burzi e Legambiente con l’avvocato Roberto Vannetti. Il vice procuratore onorario Alessandro Bonasera si era dichiarato remissivo. La mattina del 29 settembre il giudice ha sciolto la riserva e ha ammesso tutti gli enti e le associazioni come parte civile al processo, a patto che, ha spiegato, riescano a dimostrare il danno realmente patito da questo accadimento.
Salvatore Fais, 28 anni, vive e lavora a Riotorto come pastore nell’azienda di famiglia. È accusato di crudeltà nei confronti di un lupo, ucciso per asfissia con un laccio da cattura; furto di quello stesso esemplare, appartenente allo Stato perché specie faunistica protetta. I carabinieri del nucleo forestale di Grosseto erano arrivati a lui dopo un’accurata indagine: avevano prelevato campioni nella sua azienda e confrontato il Dna del ragazzo con quello trovato sul cartello sul quale era stato appeso il lupo, oltre ad aver utilizzato le intercettazioni telefoniche. La prossima udienza è stata fissata tra più di un anno. —
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