Il Tirreno

Una città che non sa sfruttare la naturale vocazione per la vela

simone guerrieri
Una città che non sa sfruttare la naturale vocazione per la vela

Il piazzale di Marina potenziale punto di riferimento nazionale: ma va protetto 

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l’intervento

Nei giorni scorsi si è svolto a Follonica il Cico, Campionato italiano classi olimpiche di vela che ha visto scendere in acqua circa 300 atleti provenienti anche dall’estero. Un appassionato della vela come me non ha perso l’occasione di assistere alle regate e purtroppo di constatare ancora una volta l’anomalia di Piombino. Città meravigliosa che con piazza Bovio offre una tribuna naturale sul mare, che negli anni ha dato tanto allo sport della vela vantando tre partecipazioni alle olimpiadi con Luciano e Andrea Zinali e Federico Esposito.

Avendo ricoperto negli anni cariche all’interno del consiglio direttivo del Cvp ho potuto affrontare con le varie amministrazioni comunali le tematiche relative all’opportunità di promuovere la città come luogo di eccellenza per fare vela a tutti i livelli. Chi conosce questo sport ha sempre considerato Piombino un posto meraviglioso, vuoi per il vento, ma anche per lo spettacolo paesaggistico che offre.

È con enorme dispiacere che ancora una volta, colgo l’occasione di denunciare la sordità di certe giunte, del recente passato, che non hanno mai creduto in questo sport come importante fonte di reddito per una città che ormai da anni vegeta in un immobilismo sconcertante. Abbiamo un piazzale di cemento, per capirsi quello di Marina, realizzato nei primi anni Ottanta, che forse solo negli ultimi due anni ha ospitato competizioni veliche. Ma come si fa a non capire che per poterlo sfruttare come si deve occorre proteggerlo dal mare? Ho visto negli uffici comunali progetti di ripascimento della costa, pagati con i nostri soldi, che mai saranno realizzati.

Nessuna amministrazione ha mai pensato di realizzare nel suddetto piazzale un luogo e punto di riferimento per la vela nazionale. Una scogliera è quello che occorre che metta in sicurezza gli scivoli per poter varare le barche con tutte le condizioni meteo. Cosa che Follonica ha fatto. Se non siamo capaci di muoversi in certi ambiti dovremmo avere almeno l’umiltà di chiedere a chi ne sa di più o copiare da esempi lontani appena 15 km.

La critica non è certo rivolta all’ultima giunta, che io non ho votato, ma a quelle passate e spero che possa essere tema di confronto per intraprendere un cammino importante per Piombino. Non è certo la vela che può risolvere i problemi del lavoro locale, ma il mare può dare tanto alla nostra città e i numeri del turismo, sempre in crescita lo dimostrano. —



(ex presidente cvp)



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