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progetti e archeologia

Modello 3D grazie al drone e visita virtuale alla villa romana

Cecilia Cecchi
Una piccola porzione di quel che resta del pavimento a mosaico della villa con decorazione geometrica tardo antica
Una piccola porzione di quel che resta del pavimento a mosaico della villa con decorazione geometrica tardo antica

“Uomini e Cose a Vignale”: archeologi impegnati in manutenzione e pulizia. Rilevi sulle strutture e datazione del mosaico con decorazioni tardo antiche

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VIGNALE. Una  visita virtuale alla villa mansio romana di Vignale Riotorto, magari affacciandosi sulle terme o sul grande mosaico di Aiòn (Signore del Tempo).


Anche sul progetto di un modello 3D con immagini di tutte le campagne scavo dal 2003 ad oggi stanno lavorando gli archeologi impegnati in questi giorni sul sito, pur tormentati dal maltempo. Mentre si provvede alla manutenzione e pulizia. Qui, come sempre ci sono, per il dipartimento scienze storiche dell’Università di Siena, Enrico Zanini ed Elisabetta Giorgi che, sin dall’inizio, condividono la direzione scientifica del progetto archeologico “Uomini e Cose a Vignale”.

«Archeologia pubblica pure nell’emergenza Covid 19. E tutto il tempo e i finanziamenti spesi per la protezione del sito – ricorda Giorgi – si rivelano anno dopo anno un ottimo investimento. È bastato togliere i teloni per avere di nuovo davanti agli occhi la villa di Vignale... pronti per la pulizia di dettaglio e per nuove spettacolari foto da drone. La mappatura è sempre più puntuale, la villa si affaccia su un quadriportico pavimentato verso nord. Si rivela così il famoso primo muro rilevato dalle arature del 2003, che hanno dato il via al progetto di ricerca. Un’area molto estesa e pavimentata di cui è rimasto pochissimo, vista la divisione con piccoli muri che poggiano direttamente sul pavimento per frazionare gli ambienti. A terra, all’interno – spiega Giorgi – evidente che le tessere del mosaico sono finite nell’impasto della graniglia. Importante per stabilirne la datazione la piccola porzione di un pannello della pavimentazione della stanza composto di quadrati con all’interno pallini gialli agli angoli e un fiore con quattro petali. Una decorazione geometrica ben fatta, tardo antica come il mosaico di Aiòn, del IV secolo d. C. » . Non si scava neppure quest’anno ma si procede con rilievi sempre più puntuali sull’impianto della villa-mansio.
Ad occuparsi dell’elaborazione del modello tridimensionale dello scavo, proprio a partire da foto scattate da drone, ci sono studenti della laurea magistrale in Archeologia dell’università di Siena.
«Quest’anno – conferma Luca Luppino del “team 3D” insieme a Nicola Lapacciana e Jacopo Scoz – viste le attività di scavo limitate ci stiamo concentrando sulla documentazione. A partire dal disegno della struttura, rilevando eventuali particolari che sono sfuggiti alle precedenti mappature. Tutto per completare la documentazione in vista della pubblicazione del primo volume di report preliminare – prosegue Luppino –. Indichiamo i muri e la pavimentazioni approfittando della pulizia intensiva. Poi ci sono le fotografie di dettaglio, degli ambienti e dei mosaici utilizzando pure gli scatti dal drone dell’Università di Siena. Materiale valido per il modello 3D della villa, immagini di alta definizione che ci permetteranno di lavorare anche una volta tornati all’Università a Siena. Ma l’obiettivo è agganciare più modelli 3D per riunire in un’unica immagine tutta l’area di ricerca e condividerla, poi, sulla piattaforma pubblica per renderla utilizzabile da tutti». –

 

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