Gioco
«In fondo l’Elba resta l’isola bianca nella rossa provincia di Livorno»
L’ex sindaco di Rio Danilo Alessi commenta l’esito delle regionali «La destra ha vinto, ma ha guadagnato pochi voti dalle europee»
L’intervento
Danilo Alessi*
All’ Elba ancora una volta la destra, in controtendenza con il continente, si afferma come prima coalizione politica. Non a caso ho detto “ancora una volta”, perché non mi pare che ci sia da stupirsi, come alcuni fanno, di un risultato che qui ha radici storiche, consolidate da quell’essere definita “isola bianca nella rossa provincia di Livorno” fin dai tempi in cui ebbe avvio il lungo dominio democristiano. E non inganni il fatto che, soprattutto dall’inizio degli anni Settanta, si siano succedute, a periodi alterni, alcune amministrazioni di centrosinistra.
Per dare un giudizio su chi può dirsi soddisfatto e chi no da queste elezioni, è essenziale per prima cosa confrontare i dati attuali con quelli precedenti, e in tal caso con le elezioni europee del 2019, il dato, cioè, più recente. Ebbene, il primo dato significativo che emerge è il calo abbastanza significativo dei votanti, scesi da 14. 644 a 11. 376, meno 3.170. Ed è su questo primo dato che vanno poi considerate le variazioni nei vari partiti. È il caso del Pd che registra un aumento del 2,6% pur perdendo 339 voti (2.503 rispetto ai 2.842 dell’anno scorso). Un elenco in cui sicuramente emerge il risultato di FdI che guadagna il 10,9% con un aumento di 1.028 voti (da 978 a 2006) e anche quello della Sinistra che nel suo piccolo e seppur divisa in due schieramenti, passa dal 3% al 5,8% con un aumento di 221 voti (da 445 a 666). Per quanto riguarda il roboante successo di FdI, c’è da dire che si è realizzato soprattutto a spese dei propri alleati, prosciugando pressoché il serbatoio di FI, ridotta ormai ad un misero 6% e ridimensionando notevolmente la forza elettorale della Lega che non può per questo allinearsi con disinvoltura fra i vincitori, visto che perde ben 1. 841 voti, passando 5. 714 a 3. 823, con un calo netto del 6, 1%, e non è poco! In fondo questo sbandierato successo della destra all’Elba si limita ad un più 1,8% che la porta al 57,2% dal 55,4 che aveva. Ma il tonfo più grosso l’ha fatto certamente il M5S che dai fasti del 2018 (4.550 voti e il 27, 5%, primo partito dell’Isola), si è ridotto ad un magro 6,7%, con ben 10,4% in meno rispetto al 2019, quando con 2.050 voti era già sceso al 17, 1%. Pressoché impercettibile, inoltre, il risultato della renziana Italia Viva che unita a +Europa diminuisce in voti (–69) restando sulla stessa soglia che + Europa da sola aveva raccolto nelle elezioni dell’anno scorso (2,6% con aumento dello 0,1%). Altre considerazioni potranno essere fatte più a freddo, valutando anche i risultati comune per comune e i flussi dei voti fra i diversi partiti e all’interno delle stesse coalizioni. Resta da dire che la destra all’Elba non ha fatto che riconfermare la sua già nota forza con una ridistribuzione dei voti fra gli stessi alleati di coalizione, ma non andando molto oltre – anzi, in minima parte – ai risultati precedenti, con FdI che questa volta fa da idrovora nei confronti di FI e in misura consistente anche della Lega, oltre che pescare qualcosa nello stesso elettorato ex-grillino. —
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