Il Tirreno

La faida nel centrodestra conclusa a colpi di preferenze

Luca Centini
La faida nel centrodestra conclusa a colpi di preferenze

Landi e Barbetti si sono sfidati a distanza e hanno cercato di ostacolarsi con ogni mezzo per togliersi voti a vicenda: le urne hanno premiato il leghista

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PORTOFERRAIO

Quando escono le preferenze? È la domanda che chi si interessa un minimo alla questioni politiche dell’isola d’Elba si poneva con insistenza nella notte degli scrutini. E l’occhio, pressoché in automatico, andava alle prime due liste collegate alla candidata Susanna Ceccardi. Da una parte la Lega di Marco Landi, dall’altra Fratelli d’Italia di Ruggero Barbetti. Più che una competizione, una faida interna al centrodestra elbano tra due che non si sono mai amati. Neanche un po’.

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Durante la campagna elettorale si sono osservati, sfidati a distanza, hanno cercato di mettersi i bastoni tra le ruote. Lo hanno fatto usando uno stile diverso. Barbetti, ex sindaco di Capoliveri, non ha mai nominato direttamente Landi, ma sul finire della campagna elettorale ha alzato i toni, come da suo stile. Per scagliare una delle sue bordate ha usato le iniziali del rivale (M.L.) per definirlo «asino politico» in un post al vetriolo. Il motivo? Landi diceva in giro di essere l’unico candidato del centrodestra con delle reali possibilità di entrare in consiglio regionale (i fatti poi gli hanno dato ragione). E Landi? Non ha reagito direttamente (non l’ha mai fatto) e pubblicamente agli attacchi dell’alleato rivale, ma questo non vuol dire che non abbia usato altre armi per difendersi. Basti pensare, alla presenza nel corso della conferenza stampa per lanciare la campagna elettorale di Enrico Castellacci, ex medico della nazionale e assessore della giunta di Capoliveri guidata dal sindaco Walter Montagna. Lo stesso primo cittadino che guarda caso, a pochi giorni dalle elezioni, ha posato in una fotografia assieme alla candidata Marcella Amadio, in corsa nella stessa lista di Fratelli d’Italia assieme a Barbetti (lo ha preceduto per una manciata di preferenze).

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Insomma, tutto è lecito: basta togliere voti all’avversario. Del resto la stessa candidatura di Ruggero Barbetti, passato a Fratelli d’Italia pochi giorni prima dell’inizio della campagna elettorale, si è rivelata fin da subito un ostacolo per le aspirazioni regionali del leghista Landi che, a differenza dell’ex sindaco di Capoliveri, ha lavorato per mesi alla campagna elettorale ed è stato spinto con forza, all’interno del Carroccio, sia dalla Ceccardi che dallo stesso Matteo Salvini.

Solo il responso delle urne avrebbe fatto capire, una volta per tutte, chi sarebbe stato il capobastone del centrodestra in questa contesa elettorale. E il responso è arrivato. Marco Landi è stato il candidato consigliere della Lega nella circoscrizione di Livorno con 3404 preferenze. Meglio di Costanza Vaccaro, seppur con qualche brivido, meglio del consigliere uscente Roberto Biasci. Il grosso del consenso Landi lo ha riscosso all’Elba, dove è risultato il più eletto con 2157 preferenze, ma si è difeso anche bel continente dove ha raccolto 1247 consensi. A Campo nell’Elba, il paese dove in passato è stato sindaco il padre Piero, Marco Landi ha fatto il botto, sfiorando 800 preferenze. E Barbetti? Ha strappato tante preferenze, frammentando con la sua presenza l’elettorato di centrodestra. Sono 1378 gli elbani che hanno rinnovato la fiducia all’ex sindaco, 1991 le preferenze raccolte in tutta la provincia. Qualcosa meno rispetto a cinque anni fa, quando Barbetti, allora con Forza Italia a sostegno del candidato Mugnai, superò di gran lunga la soglia delle 2000 preferenze, risultando il più votato nella lista di appartenenza. Non bastò ad entrare in consiglio regionale, ma quella volta la sconfitta non fu così bruciante. —
 

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