Gioco
Anselmi boom, il più votato nel collegio trascina il centrosinistra alla vittoria
Ma il centrodestra in città pur perdendo voti si stabilizza intorno al 37 per cento. E Fratelli d’Italia drena voti alla Lega
PIOMBINO
ll Pd ritrova voti e orgoglio trascinato da Gianni Anselmi che mette a segno un colpo difficilmente pronosticabile alla vigilia: l’ex sindaco conquista il collegio di Livorno con 8299 preferenze, lasciando indietro di 1300 voti il primo dei livornesi, Francesco Gazzetti.
Nel risultato del Pd ci sono i voti di Anselmi, che meritano una lettura a parte, ma c’è anche un partito che, travolto dalla disastrosa gestione della vicenda Rimateria e dalle perenni beghe interne, appena un anno fa si era visto asfaltare da Francesco Ferrari alle comunali, e ora pare essersi lentamente ritrovato.
Meriti oggettivi vanno dunque ascritti al segretario Simone De Rosas, che partito tra le macerie ha saputo parlare con tutte le anime del partito e ricostruire con pazienza un appassionato nucleo dirigente-militante. Un gruppo ora chiamato a chiarire se questo successo può rilanciare il centrosinistra nella sua azione politica in una fase dove il governo locale è in difficoltà ma si regge ancora sull’intatta leadership di Francesco Ferrari.
Così, tornando ai numeri, appena un anno dopo il Pd recupera oltre 1000 voti dalle comunali e si riallinea al risultato delle Europee, oltre seimila voti in una competizione dal sapore più politico (col 41,9%), ma che dà il senso di come la comunità che si riconosce nei temi e nei valori del centrosinistra non sia scomparsa.
Ci sono le preferenze di Anselmi (8299) ma anche quelle di Rossana Soffritti (2783), l’ex sindaca di Campiglia, che molto impegno ha profuso nella competizione, e dell’elbana Antonella Giuzio (1310), che hanno contributo a costruire il risultato al di là del Gagno: Anselmi – che pareva schiacciato dagli accordi tra le federazione di Livorno e Cecina – si è visto riconoscere il lavoro fatto per cinque anni in Regione (e sul buongoverno ha puntato una campagna dai toni bassi) e la capacità di stare in mezzo alla gente. Che, evidentemente, lo ha ancora riconosciuto come il miglior rappresentate possibile di una comunità delusa, arrabbiata, ma non sconfitta.
Il numero di elettori di Livorno e provincia non sembrava concedergli molte possibilità, lui invece è andato a prendere voti “fuori casa”: quindi non solo 3723 preferenze a Piombino, 1724 in Val di Cornia e 786 all’Elba, ma anche 1822 a Livorno, Cecina, Rosignano e oltre 200 nei centri più piccoli.
Ma se questa è la fotografia del campo di centrosinistra, dall’altra parte, al di là della delusione per il mancato risultato che sondaggi e una percezione diffusa davano per la prima volta come possibile, il centrodestra a livello locale non esce particolarmente ridimensionato dalla competizione.
Lega e Forza Italia perdono in assoluto molti voti rispetto alle Europee (solo su Piombino in totale 2600), ma Fratelli d’Italia ne guadagna quasi 900. Come sta avvenendo in tutto il Paese, dunque, sembra in calo l’attrattatività di Salvini e del suo partito, con un travaso di voti in Fratelli d’Italia.
Considerando la diversa affluenza nelle due competizioni, alla fine lo scarto percentuale comunque è minimo, con le tre forze del centrodestra che in città si attestano complessivamente intorno al 37%, pagando uno scarto di un paio di punti.
Per dire con ciò che se il centrosinistra rialza la testa, il centrodestra resta su numeri alti, tali da dimostrare che anche in questa città il voto al centrodestra non è più – come forse qualcuno ancora pensava – un fenomeno di passaggio. —
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