Gioco
Una rosa in scultura dentro lo Sgarallino La lascerà il drone degli studenti Ipsia
Test con immagini in alta risoluzione per la Soprintendenza Affondamento il 22 settembre, data rinviata causa meteo
Cecilia Cecchi / PIOMBINO
Una rosa, la scultura di una rosa da lasciare dentro quel che resta di un relitto affondato e dove tante persone sono morte. Ce la porterà il drone subacqueo degli studenti Ipsia Volta di Piombino, che prima a quel che resta del piroscafo Sgarallino avrà scattato le miglori immagini in alta risoluzione da donare – poi – alla Soprintendenza archeologica della Toscana.
Una commemorazione che va oltre il ricordo e che doveva svolgersi proprio il 22 settembre data dell’attacco e siluramento, giorno della tragedia del piroscafo Sgarallino nel 1943, a guerra ormai finita: tra 200 e 300 le persone morte, anche donne e bambini; 4 i sopravvissuti.
Data già rinviata alla prossima settimana, il tempo non promette bene.
Tra Nisporto e Nisportino all’isola d’Elba, i ragazzi piloti di IV Mat Ipsia nel luglio scorso avevano già superato un primo test con questo drone (Rov) sceso allora a 54 metri di profondità per indagare la nave mercantile affondata qui, il 14 ottobre 1972; quattro le vittime.
Stavolta il progetto si chiama “Una carezza sul fondo del mare”. «Due obiettivi da raggiungere – spiega Michele Collavitti professore di elettronica all’Ipsia, tutor del progetto alternanza scuola lavoro, da sempre alla “direzione” del team addestrato alla guida dei droni e che ha seguito ogni fase di realizzazione durata oltre due anni –: il primo è quello di registrare nel miglior modo immagini del relitto, fermandosi su dei primi piani che possono essere interessanti per realizzare riprese in alta risoluzione, per poi donarle alla Soprintendenza archeologica della Toscana per la dovuta archiviazione. Secondo? – dice – La deposizione di una rosa in scultura all’interno di un locale del piroscafo come atto di commemorazione attraverso l’utilizzo della pinza meccanica grazie alla lunga autonomia di lavoro del drone».
Tutto questo – meteo permettendo appena possibile – in collaborazione con Guardia Costiera di Portoferraio e di Piombino, con Andrea Camilli per la Soprintendenza. Grazie al Comune di Piombino, all’assessore alla pubblica istruzione Simona Cresci per il supporto dato all’Istituto per lo sviluppo del drone subacqueo – si legge nella documentazione del Carducci Volta Pacinotti – all’ispettore onorario alla Soprintendenza archivistica per la Toscana Umberto Canovaro per le ricerche storiche, il regista di Rai 5 Guido Morandini per le riprese esterne dell’avvenimento autore già di un documentario sul canale di Piombino, i “3 Delfini” (Leonelli, Gennai, Tonin ndr) per il supporto tecnico subacqueo e di superficie, “Molo 77” di Piombino per i mezzi nautici impiegati e l’artista, professoressa Lara Androvandi, per la realizzazione della scultura della rosa. «Da contatti con la Soprintendenza archeologica si sono rivelate – sottolinea Michele Collavitti – opportunità di collaborazione per delle immersioni su relitti di alta profondità col drone, a -150 -200 metri. Grazie al contributo dell’Associazione Lions Club di Piombino è stato possibile fare importanti modifiche strutturali ed elettroniche al Rov costruito dai ragazzi pezzo per mezzo ed ora aggiornato, che potrà scendere fino a quasi 300 metri dalle 100 per cui è progettato». Ipsia Volta, istituto professionale che assicura competenze da spendere, davvero. –
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