Gioco
L’Aleatico dell’Acquabona tra i migliori vini al mondo
Il passito elbano premiato al concorso internazionale indetto dal Cervim di Aymavilles, in Valle d'Aosta
PORTOFERRAIO
In tempo di coronavirus, con annesse problematiche angoscianti, viene alla ribalta qualcosa di molto positivo grazie alla tenuta agricola Acquabona di Portoferraio, gestita da Marcello Fioretti, presidente anche del Consorzio di tutela dei vini Doc dell'isola. Una notizia super brillante, emersa di recente, per la quale l'Aleatico prodotto nel 2015 da tale azienda agricola, ha ricevuto un riconoscimento di livello mondiale quale migliore Passito di vino dolce, nel concorso internazionale indetto dal Cervim di Aymavilles, in Val d'Aosta. Si tratta del Centro di ricerca, studi, salvaguardia, coordinamento e valorizzazione per la viticoltura montana e delle isole minori, un organismo di livello mondiale nato proprio per promuovere la viticoltura cosiddetta eroica attuata nei luoghi più disagiati e quindi caratterizzata da metodi di lavoro più difficili. È stato Fioretti a diffondere la notizia la notizia: «Con piacere rivelo che il nostro l'Elba Aleatico Passito Docg 2015, ha conseguito la Gran medaglia d'oro, come primo tra i vini passiti d'Italia, nel concorso annuale del Cervim, in grado di selezionare i migliori vini del pianeta. Sono prodotti realizzati in territori che notoriamente non hanno una viticoltura facile». E oltre le difficoltà orografiche, esiste il noto fenomeno degli attacchi dei cinghiali, di cui abbiamo detto in questi giorni nel nostro giornale, con spese e danni accessori per i vari produttori. «Siamo soddisfatti – ha concluso il viticoltore di origini milanesi, ormai elbano d'adozione – non solo per il riconoscimento a un nostro vino, ma anche per l'apprezzamento di una giuria mondiale verso l'Aleatico dell'Elba, quale passito di grande qualità. Onore di riflesso per tutto il comparto agricolo isolano». Ogni anno, con i vari tipi di vino realizzato, si hanno sul mercato 800 mila bottiglie nei 300 ettari di superficie coltivata a vigna e il tutto ha un fatturato di circa 2 milioni di euro, con 200 persone impegnate. La tenuta Acquabona ha ricevuto altri premi in passato ed è stata segnalata più voile da guide del settore, tra cui "Slow wine". —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
