Il Tirreno

Si è spenta l’insegna del bar Residence Il luogo dove pulsava il cuore del porto

Luigi Cignoni
Si è spenta l’insegna del bar Residence Il luogo dove pulsava il cuore del porto

Portoferraio: dopo oltre 60 anni chiude lo storico locale in Calata Italia, al suo posto aprirà un negozio  

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la storia

Luigi Cignoni

Dopo circa 60 anni si è spenta l’insegna del bar Residence, nel cuore del porto di Portoferraio. In questo periodo si stanno svuotando i locali delle varie attrezzature che il negozio prevedeva (banconi, tavoli, sedie, frigoriferi, bicchieri e altre varie attrezzature).

Chiude i battenti il bar che contende a quello del Massimo la palma di anzianità nell’area portuale del capoluogo elbano. Effetto della nuova tendenza imposta dal mercato e della new economy che favorisce il grosso capitale a danno del piccolo/medio artigianato.

Correva l’anno 1958 quando, nell'area portuale, fu realizzata dall'architetto Emilio Isotta la cosiddetta «Palazzata a mare» che prevedeva da una parte un grattacielo con guglie metalliche, dall’altra una palazzina di sette piani soprannominata Residence che avrebbe dovuto ospitare gli appartamenti destinati alla clientela. Attiguo al Grattacielo, le sedi di uffici e appartamenti privati e infine un albergo denominato Massimo, vista la sua vicinanza all’omonimo molo d’attracco dei traghetti. Se il bar Massimo serviva i clienti dell’albergo e i vari uffici dei piani superiori, il bar Residence invece si rivolgeva soprattutto ai frequentatori degli appartamenti e anche a tutti coloro che si recavano nella zona portuale per imbarcarsi sulle navi in partenza per Piombino. Il nuovo fronte mare della fine degli anni Cinquanta (rivisto e corretto varie volte) rientrava nella filosofia che prediligeva nuove forme architettoniche per una città, Portoferraio, duramente colpita e devastata, specie nella zona portuale, dalle bombe a partire dal 1943 fino alla fine della guerra. Doveva essere – secondo l’architetto Isotta – un’occasione da sfruttare per rilanciare l’Elba e la sua economia. E il bar Residence risentì di questo clima. Ma negli anni ha cambiato via via la sua impostazione, evolvendo anche in base ai vari cambi di proprietà. Quando ci si è accorti che il bar da solo e la fornitura anche di sigarette non bastavano a far quadrare i conti, si sono imposte nuove formule. A partire dal Duemila, si è organizzato il servizio di tavola calda a disposizione di tutti coloro che transitavano dal porto (o che erano appena scesi), visto e considerato che quello era il primo locale pubblico che s’incontrava scendendo dalle navi e in più la zona portuale era sprovvista di una stazione marittima. Una soluzione che andava a genio anche per i dieci tassisti che lavorano nei pressi delle banchine.

Tutti, a Portoferraio, sono passati dal bar Residence. Era il luogo dove prendere l’aperitivo, un caffè veloce, magari prima di imbarcarsi per Piombino, dove salutare un amico in partenza o in arrivo o per fissare un breve impegno di lavoro. O, più semplicemente, dove trascorrere qualche minuto in compagnia, ascoltando le storie e i racconti, captando le informazioni che, sulle banchine del porto, viaggiano veloci come non mai.

Presto al posto del Residence nascerà un negozio di vestiti, ma il ricordo del bar e di tutti coloro che in questi anni vi hanno lavorato e lo hanno frequentato resterà ben impresso, a lungo, nei ricordi dei portoferraiesi e degli abitanti dell’isola. —

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