Il Tirreno

IL GIORNO più atteso 

Jindal presenta il piano industriale Tutte le parti convocate la mattina del 15

Jindal presenta il piano industriale Tutte le parti convocate la mattina del 15

L’incontro non avverrà al ministero ma nella sede di Jsw. Subito dopo, il consiglio di fabbrica e poi le assemblee

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piombino

Il piano industriale verrà presentato un giorno prima del previsto, martedì 15. E verrà presentato non al ministero ma direttamente in azienda, alla Jsw. Una scelta curiosa, sicuramente irrituale. Ma quel che conta è il piano, attesissimo e cruciale per uno stabilimento e un territorio allo stremo.

È scritto nero su bianco in una nota ufficiale del ministero dello Sviluppo economico. Il sottosegretario Alessia Morani ha convocato enti locali e parti sociali: all’incontro di martedì, oltre allo stesso ministero e alla direzione aziendale, sono stati invitati anche i ministeri dell’Ambiente e del Lavoro, la Regione, il Comune, la Provincia, i sindacati, l’agenzia del Demanio, Invitalia e l’Autorità di sistema portuale. Gli enti, viene specificato, potranno partecipare con al massimo due delegati ciascuno per i «protocolli Covid particolarmente stringenti», spiega la nota, a cui è soggetta l’acciaieria.

Martedì 15 alle 10 dunque nella sede di via Caduti sul lavoro verrà presentato questo benedetto piano industriale Lo stesso vicepresidente Jsw, Marco Carrai, aveva preannunciato per la metà di settembre la presentazione di un piano che lui stesso aveva anticipato pezzo per pezzo ai sindacati e ai giornali. Un piano che, nelle intenzioni, punta «a indirizzi produttivi profondamente diversi»e che «guarda in modo sussidiario e non alternativo all’acciaio». L’obiettivo insomma, ha ripetuto più volte Carrai, è proprio il rilancio dell’acciaio.

I sindacati lo avevano incontrato una settimana fa, il 3 settembre, prima che il vicepresidente esecutivo fosse ricevuto per un confronto in Comune dal sindaco Francesco Ferrari. In questi giorni al ministero sarebbe stato anche già raggiunto un accordo che permetta l’ingresso dello Stato in partecipazione in Jsw, con l’immissione di capitali attraverso Invitalia.

Ne sapremo di più martedì. Sono molte le questioni da sciogliere. La produzione, lo sviluppo, il tipo di impianti, le collaborazioni esterne, il porto, l’ambiente. Ma anche l’occupazione e la sicurezza. Carrai ha sempre ripetuto di non voler procedere a tagli ma, al contrario, di lavorare a un piano che prevedesse la conferma di tutti i 1. 800 dipendenti tra Jsw, Piombino Logistics e Gsi, due terzi dei quali in cassa integrazione da anni.

C’è poi una questione non affatto secondaria, quella della sicurezza. Dopo gli ultimi due gravi incidenti, sollecitato dai sindacati, Carrai aveva promesso di istituire una commissione per le dovute valutazioni e di destinare parte delle risorse (circa 40 milioni di Invitalia) agli interventi urgenti di salvaguardia e manutenzione degli impianti.

Intanto la notizia della convocazione viene accolta con ovvia soddisfazione dai sindacati.

In una nota, Fim, Fiom e Uilm ricordano di averla chiesta da tempo «vista la grave situazione in cui versa lo stabilimento. La presentazione del piano industriale è attesa da tutto il territorio ma dopo anni di annunci, di promesse e rinvii, di campagne elettorali fatte sulle spalle dello stabilimento e dell’intero comprensorio, adesso l’auspicio è che siano non solo annunci ma atti concreti. Deve essere fin da subito chiaro al Governo e al Gruppo Jsw che non accetteremo nessun piano industriale che preveda tagli al personale. Occorre un preciso cronoprogramma con tempi certi e prevedere controlli e sanzioni in caso di altri inadempimenti. Occorre subito immissione di liquidità per gli investimenti sugli attuali impianti in marcia e per gli interventi di manutenzione necessari per mettere in sicurezza l’intero stabilimento. Occorre la garanzia di ammortizzatori sociali (a partire dalla Piombino Logistics che vede a ottobre scadere l’attuale cassa integrazione in deroga) per accompagnare un piano industriale che avrà ovviamente bisogno di tempo per permettere di tornare alla produzione di acciaio tramite impianti ecocompatibili. Occorre far partire quelle bonifiche e smantellamenti che potranno ridare lavoro e dignità ai molti lavoratori che dall’aprile 2014 non mettono più piede in fabbrica, occorre un piano preciso per la Logistica con gli investimenti necessari sulla banchina portuale».

«Valutiamo importante la presenza alla presentazione del piano industriale di Invitalia – proseguono i sindacati – perché dal Governo ci aspettiamo che quelle dichiarazioni fatte nell’ultimo incontro diventino adesso realtà, con la partecipazione pubblica nel capitale sociale, che dovrà ridare futuro e prospettiva a un polo siderurgico come il nostro che è l’unico in Italia a produrre rotaie. Abbiamo appreso in queste settimane di importanti intese con importanti gruppi industriali e fondi finanziari ottenute tramite il lavoro dell’ad Carrai, ma adesso servono fatti concreti e tempi certi».

Martedì, dopo l’incontro, si terrà immediatamente nel pomeriggio un consiglio di fabbrica per un aggiornamento con la Rsu Jsw, Piombino Logistics e Gsi. In seguito le assembleee con i lavoratori. —

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