Il Tirreno

l’economia dell’elba  

Si rivedono sull’isola i bus turistici «Solo lampi isolati in una stagione buia»

Luigi Cignoni
Si rivedono sull’isola i bus turistici «Solo lampi isolati in una stagione buia»

Timida ripresa dei movimenti dei gruppi e delle gite Ma le guide gelano gli entusiasmi: «I numeri sono tragici»

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO

Qualche bus turistico, timidamente, lo si incontra tra le principali strade provinciali dell’Elba, in coda a quest’estate 2020. «Un trend – ci dicono – che vedremo fino alla prima decade di ottobre». Ma solo «una timidissima ripresa – aggiungono le guide turistiche dell’Elba – che ha lo stesso significato di un cerino accesso in un tunnel tragicamente al buio». È il bilanciod el turismo dei gruppi, il settore più pesantemente colpito dalla pandemia.

Facciamo qualche conto. Turismo crocieristico a picco, quest’anno. Frequenti e ripetute disdette alle prenotazioni primaverili. Stranieri con il contagocce (forse qualche francese in più), visto e considerato che per tutto il 2020 i turisti esteri sono stati veramente pochi. Il quadro che delinea la Confguide dell’Elba è davvero desolante. «Ciò che vediamo oggi in circolazione per l’Elba – dice Marta Giordani, referente di Confguide che raccoglie tutte le guide turistiche autorizzate che operano sulla maggiore isola della Toscana – è solo un contentino, uno zuccherino che dovrebbe consolarci e invece ci obbliga a fare i conti con una stagione da dimenticare. Di sicuro la peggiore finora vissuta all’Elba, da quando si pratica il turismo». Un anno, dunque, segnato in rosso per le gite e il turismo dei gruppi. La tenuta del turismo balneare dell’isola non li riguarda. «Abbiamo a che fare – ci dice sempre Marta Giordani – con una media di turisti di 25 persone in tutto a gita, quando si disponeva di gruppi di oltre una quarantina di persone». Senza poi contare l’uso continuativo della mascherina, il distanziamento e il gel per le mani. Regole da rispettare, come è stato diligentemente fatto. Il settore delle guide turistiche è stato quello maggiormente colpito dalla pandemia. Peccato, perché la stagione 2020 era stata annunciata davvero con toni trionfalistici e invece si è rivelata disastrosa. E quello che è peggio mancano le linee guida e una strategia che consenta la ripresa. Gli enti pubblici dovrebbero prendere maggiormente in considerazione il settore. Che ha bisogno, per uscire dalla crisi, di programmazione e di indicazioni serie cui attenersi. «In questo periodo – continua sempre Marta Giordani – i nostri ospiti ci chiedono di visitare i musei napoleonici. Ma anche qui occorre rispettare i regolamenti». Le due residenze del generale Bonaparte sono aperte a turno la mattina o il pomeriggio. Occorre per visitarle che ci sia la prenotazione. E dal momento che gli ambienti sono piuttosto angusti, i gruppi che si formano e che sono in attesa non devono superare le 20 unità. «Al giorno rispettando l’orario delle visite – continua la portavoce di Confguide elbane – sono previste cinque visite guidate di cui due sono a nostra disposizione. In questo lasso di tempo possiamo far vedere quello che è possibile far visitare. Perché non partano delusi e scontenti». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web