Toscana
«Parchi, chi ha sbagliato si dimetta. Ma basta questa guerra del Pd»
campiglia
«C’è solo confusione e non si profila niente di buono in questa tempesta»: così scrive il Gruppo 2019 a proposito della società Parchi Val di Cornia, che «è oggetto di un’attenzione inedita da parte della politica e ciò in teoria sarebbe un bene. Se tale attenzione non fosse mancata quando l’amministrazione di Piombino nel 2012 tolse i proventi dei parcheggi all’azienda, oggi avremmo un quadro ben diverso su cui ragionare. Al tempo però i Comuni di Campiglia e San Vincenzo non dovevano dimostrare che l’azienda aveva un problema, perché nella gestione della Parchi verso il declino le amministrazioni monocolore si avviavano in grande concordia. Oggi è diverso ed è un bene che episodi come quelli che hanno interessato l’Ad della Parchi emergano e vengano denunciati per essere verificati».
«Diciamo subito e chiaramente - aggiungono - che se si accerta che un membro del CdA abusa della sua posizione o dei beni dell’azienda, c’è una sola via d’uscita: le dimissioni. Ciò non deve però mettere né in discussione il futuro della Parchi, né servire da strumento per condurre una logorante e interminata guerra che ha come unico obiettivo dimostrare che se a Piombino non governa il Pd la Parchi non può funzionare. Sembra infatti che questo sia l’unico obiettivo delle amministrazioni di Campiglia e San Vincenzo. La prima talmente miope da non accorgersi che un rapporto di vera collaborazione istituzionale sulla Parchi è strategica per un comune il cui patrimonio già in carico alla società e potenzialmente valorizzabile è enorme e al di fuori della portata del singolo comune (la vicenda del ritardo enorme nell’apertura di San Silvestro è emblematica). La seconda talmente interessata al sistema dei parchi della Val di Cornia da aver tolto l’unico semiparco – Rimigliano non è neppure un’Anpil – dalla gestione dell’azienda sovracomunale di cui continua a far parte senza che nessuna area sia in carico alla stessa». —
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