Il Tirreno

Nonno Romualdo, gli scalpellini e il passaggio dal Caloncino

Nonno Romualdo, gli scalpellini e il passaggio dal Caloncino

Il poeta Adriano Pierulivo interviene ancora sulla vicenda dell’accesso al mare finito al centro dello scontro tra hotel e Comune 

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il racconto

Interviene di nuovo Adriano Pierulivo, ex docente poeta e scrittore secchetaio, sui temi del Caloncino, la zona costiera protagonista da giorni delle cronache, perché i proprietari del locale albergo La Stella di Seccheto hanno chiuso con una catena, il 14 agosto scorso, l'accesso alla strada paesana che porta al mare. È nata quindi una controversia legale con il Comune di Campo che potrebbe avere tempi lunghi. «Devo precisare- dice Pierulivo – che nell'articolo uscito il 26 agosto è stato inserito il nome di mio figlio Tiziano invece che il mio. Colgo l'occasione per ringraziare la proprietà dell’hotel La Stella in relazione alle belle parole espresse a proposito della poesia. Ribadisco anche i concetti che ho detto nella precedente intervista riguardo all'importanza strategica del porticciolo e della strada per il paese. Probabilmente, senza quella zona, Ghiaie comprese, Seccheto non si sarebbe sviluppato come lo vediamo tutt'ora. Anche se in epoche diverse, le cave di granito erano tutte in quella zona. Recentemente ho scritto un ricordo di mio nonno Romualdo Rocchi, che lavorava nelle cave sopra strada in direzione Fetovaia. Si parla di circa 80 anni fa e la Stella non esisteva ancora: gli scalpellini, per trascinare il granito lavorato e portarlo all'imbarco, proprio sotto l'attuale hotel, usavano la lizza, spingendo e tirando l'attrezzo. Passavano dal Caloncino, in mezzo ai gozzi e arrivavano al molo di imbarco. Questo per la storia, ricordando che a quel tempo nel paese non vi era la strada e i manufatti potevano essere prelevati solo via mare. Tornando all'attualità e soffermandoci a guardare la linea bianca che delimita le proprietà all'interno del Caloncino, e lungi da me fare qualsiasi osservazione in merito, una riflessione sorge spontanea: se le barche dei secchetai devono rimanere al di sotto della linea bianca, sono destinate a fare una brutta fine alla prima mareggiata di scirocco, ostro o libeccio. E qui ognuno può trarre le conclusioni che vuole». —

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