Italia
«Variante Rimateria in consiglio saltando la partecipazione»
Per la segreteria del Partito democratico è necessaria la massima condivisione almeno nei quartieri sulle osservazioni che sono state presentate
PIOMBINO
Dopo le anticipazioni del Tirreno sulla presentazione in consiglio comunale della Variante Rimateria per il 16, interviene la segreteria della Federazione del Pd: «Il passaggio di Salvini e Ceccardi pare aver dato i suoi frutti ma - scrive - il condizionale resta d’obbligo vista la telenovela dei mesi scorsi. Tira e molla in maggioranza, “visioni diverse dello sviluppo territoriale”, cambi di partiti e casacche nei gruppi consiliari, richieste di “garanzie” di alcuni consiglieri. O di poltrone? Ora pare che ci siamo e si è pronti a riaccendere il dibattito politico sulla questione rifiuti, tanto utile ai fini elettorali. Si è pronti a ricominciare a dipingere ancora la città come città dei rifiuti della Toscana».
La segreteria Pd parla di danno per gli operatori turistici che, «nonostante questa estate così difficile, l’hanno resa bella e apprezzata da tantissimi turisti italiani e stranieri. E, naturalmente, anche a scapito delle regole e della prassi istituzionale». Soprattutto, però, intende evidenziare che non risultano in calendario iniziative di presentazione della variante (almeno nella sua versione definitiva) «in barba alla partecipazione e alla trasparenza e in contrasto con quanto prevede la legge regionale sulla partecipazione. I cittadini non avranno occasione di confrontarsi nel merito. Stessa sorte per chi svolge il proprio compito nei quartieri ed è stato totalmente esautorato di qualsiasi discussione».
La segreteria democratica ritiene necessaria, al contrario, «la massima condivisione dei contenuti delle osservazioni presentate e delle decisioni dell’amministrazione, anche in relazione alle possibili conseguenze economiche derivanti dal ricorso di Rimateria e che travolgerebbero tutti i piombinesi e l’Ente. Se non ci fossero state questioni delicate a cosa sarebbero serviti i 15000 euro di soldi di tutti i piombinesi investiti per il parere legale sulle osservazioni?E allora perché non parlarne con loro? Di cosa ci si vergogna»?
Il Pd ricorda che dopo la proroga ricevuta dalla Regione per poter approvare la variante, i Comuni sono obbligati ad avviare contestualmente alle varianti il Piano Operativo. Strumento in cui saranno delineate le nuove Aree di Trasformazione (aree edificabili) e i settori su cui puntare maggiormente (produttivo, turistico, residenziale).
«Anche se la decisione di questa amministrazione di far passare il documento di avvio dalla Giunta e non dal Consiglio Comunale è legittima, - prosegue la nota - il passaggio nei quartieri era comunque dovuto e a maggior ragione sarebbe stato dovuto l’avvio di campagne di ascolto (almeno con le categorie economiche, i sindacati e i professionisti) per confrontare le linee programmatiche di governo del territorio con chi poi sarà chiamato a confrontarsi col nuovo strumento.Invece, nulla».
Il Pd parla di strumento targato Ferrari/Palombi poggiato sul vecchio Piano Strutturale, da più parti ritenuto ormai superato «ma evidentemente ritenuto ancora attuale da questa amministrazione che in un anno e mezzo non è riuscita a portare in adozione il nuovo Piano Strutturale Intercomunale che avrebbe potuto contenere i nuovi indirizzi. Quegli indirizzi nuovi promessi nella campagna elettorale. Viva quindi la tanto sbandierata partecipazione e la trasparenza, ma soprattutto, viva ancora la folle. Sempre meglio della retromarcia». —
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