La protesta
Museo del Somaro per riscoprire il valore della testardaggine contro l’estinzione
Da Gualdo Tadino ai Giardini dell’Arsenale, dalle 21 alle 23,30 L’evento anticipa il Festival indipendente del cortometraggio
L’INIZIATIVA
Il Museo del Somaro di Gualdo Tadino, su invito dell’Associazione S. T. Art Arte sul Territorio Piombino, va in trasferta nella città toscana. Da oggi al 6 settembre nei Giardini dell’Arsenale di Piombino e all’interno del Magazzino dell’Associazione Start, in Via Cairoli 18, dalle 21 alle 23. 30, verranno esposte alcune opere della collezione, mentre tutte le altre saranno documentate in apposite cartelle. L’evento anticipa il Festival indipendente del cortometraggio (Corto Nanni) giunto alla VI edizione e che avrà luogo a novembre.
Il Museo del Somaro, ideato da Nello Teodori, è stato inaugurato una prima volta nel suo studio di Perugia nel 1999. Dal 2018 ha una sede pubblica in un palazzetto medievale a Gualdo Tadino dove sono in corso i lavori di restauro della facciata e di ampliamento degli spazi espositivi. Il Museo del Somaro è un tributo a questo animale, una figura che meriterebbe, per le sue tante qualità, di essere apprezzata e meglio curata. L’articolato allestimento museale appare come una grande metafora, un affresco a più mani, un luogo dove interrogarsi e riflettere sulle contraddizioni dell’esistenza umana, laddove valori e qualità reali spesso vengono sopraffatti e umiliati… come l’asino.
L’essenza della “somaritudine” è proprio nell’appartenenza alle minoranze e nella sua “vocazione del Bastian contrario, pronto a schierarsi contro le definizioni maggioritarie, attratto, forse, da un mondo alla rovescia” (Paolo Portoghesi). «Un animale buono e testardo – come scrive Goffredo Fofi – qualità che ci affascinano, di cui si avrebbe bisogno oggi. Il mondo deve riscoprirsi asino, ha scritto qualcuno, saggio quanto un asino». «Il somaro è un vero e proprio animale simbolico dei nostri tempi – afferma, invece, Francesco Galluzzi – Passato di moda, inattuale e inutile rispetto ad una società post-industriale, continua ad esistere e a opporre la sua testardaggine alla fatalità della propria estinzione. Malgrado tutto è ancora tra di noi. E sta abbastanza bene in salute… Incarnazione del mito dell’artista moderno e contemporaneo, quella del somaro. Esaurita, espansa, morta, l’arte continua testardamente a esistere e a manifestare la propria esistenza come qualcosa di irriducibile alla propria estinzione. Per quanto si voglia immaginare che l’arte abbia dissolto la sua identità (e manifestato la propria inattuale inutilità) nel cinema, nei fumetti, nel design, nella tv, nel web e quant’altro... Ancora, prima o poi ci si imbatte in qualcosa – qualsiasi cosa sia – che non si può chiamare in altro modo che ARTE”.
Nel Museo del Somaro sono presenti opere di artisti visivi, ma anche contributi provenienti dal mondo dello spettacolo, della letteratura, della critica, della scienza, della politica. A Piombino sono esposte opere di Karin Andersen, Claude Appaldo, Simone Armelani, Pasquale Cassandro, Mario Consiglio, Ninetto Davoli, Pablo Echaurren, Paolo Fabiani, Maria Grazia Fiorucci, Roberto Fugnanesi, Giorgia Gigi, Raffaele Iannello, Giorgio Lupattelli, Teodolo Manganelli, Michele Mariano, Antonello Matarazzo, Marcello Minelli, Liviana Morelli, Stefano Peressini, Piergiuseppe Pesce, Cesare Pietroiusti, Mario Pisani, Anton Roca, Raffaele Romano, I Santini Del Prete, Nello Teodori, Armando Tomassoli, Ivano Vitali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
