Il Tirreno

La risposta della regione 

L'assessora Grieco dice no ai sindaci elbani: «La scuola ripartirà il 14, vogliamo dare un segnale di ritorno alla normalità»

Luca Centini
L'assessora Grieco dice no ai sindaci elbani: «La scuola ripartirà il 14, vogliamo dare un segnale di ritorno alla normalità»

L’assessora Cristina Grieco contraria all’ipotesi di rinvio  «Alle famiglie servono certezze, lavoriamo alle soluzioni»

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PORTOFERRAIO

«La famiglie hanno bisogno di certezze. E la prima certezza è ritornare a una nuova normalità, facendo partire l’anno scolastico in un periodo che è più o meno quello usuale». L’assessora regionale alla pubblica istruzione Cristina Grieco risponde in questo modo all’appello lanciato dalla conferenza dei sindaci dell’isola d’Elba che ha chiesto uno slittamento di dieci giorni, dal 14 al 24 settembre, della prima campanella. Una proposta che, tuttavia, viene rispedita al mittente dalla Regione. E se il presidente Enrico Rossi, pochi giorni fa, diceva che «dovranno passare sul mio corpo per farmi cambiare idea» sulla ripartenza del 14 settembre, l’assessore Grieco usa altre parole, ma non cambia le carte in tavola.

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«La Regione Toscana insieme a tutte le altre Regioni aveva concordato di far scattare l’anno scolastico il 14 settembre – spiega – e infatti noi che di solito iniziamo il 15 con un calendario perpetuo, abbiamo deciso anticipare proprio per dare un segnale di uniformità a livello nazionale». Ma con il passare dei giorni e con la ripresa dei contagi alcune Regioni, in particolare alcune Regioni del sud, hanno stabilito di far partire l’anno in ritardo rispetto alla tabella di marcia preventivata. Una linea che, tuttavia, non sarà quella della Toscana. «Partire il 14 è un messaggio che vogliamo dare, iniziare in un periodo che è quello consueto per l’inizio dell’anno scolastico». Eppure i problemi e i dubbi, a pochi giorni dalla prima campanella, sono tanti, in particolare all’isola d’Elba, come hanno espresso in modo chiaro i sindaci. «Sappiamo che in tutta Italia e non solo all’Elba, ad esempio sui trasporti, si sta lavorando in questi giorni con le conferenze per trovare le soluzioni adeguate – dice Grieco – Si troverà il modo di scaglionare gli ingressi, in particolare nei primi giorni, per permettere a tutti di arrivare a scuola e di trovare poi una soluzione definitiva quanto prima».

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Al problema dei trasporti si aggiunge quello, purtroppo cronico, della carenza di organico nel personale Ata e del personale docente, e della lentezza delle procedure per le assunzioni dei docenti precari che arrivano solo ad anno scolastico in corso. Un problema che, nell’anno del Covid, rischia di presentare un conto ancor più salato. «Vero, ma guardiamoci negli occhi – risponde l’assessora Grieco – non è un problema di quest’anno per l’isola d’Elba, non è un problema Covid e comunque non è un problema che si risolverà in una settimana. Noi stiamo pensando di portare avanti e abbiamo finanziato con risorse importanti per l’Elba il progetto delle piccole scuole. Se si avrà un miglioramento si avrà proprio immaginando un’innovazione di sistema per la scuola elbana. Non è certo uno slittamento di una settimana che andrà a migliorare la situazione. Inoltre nei prossimi giorni l’ufficio scolastico provinciale metterà a disposizione l’organico aggiuntivo Covid che sarà possibile contrattualizzare». Insomma, per l’assessora e per la Regione, posticipare di una settimana l’ingresso a scuola «porterebbe pochi vantaggi e al contrario – conclude Grieco – annullerebbe il segnale di invito al ritorno a una nuova normalità rivolto alle famiglie, che stiamo cercando di proporre come Regione, avendo lavorato tutta l’estate per approntare spazi e organizzazione diversa». —
 

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