Toscana
Tre uomini sotto sfratto Il Comune lancia un appello
Il loro reddito è basso, coabitavano grazie a un progetto dei servizi sociali L’assessora Fossi: «Chi ha appartamenti si faccia avanti, garantisce l’Asl»
campiglia
Avrebbero dovuto lasciare la casa martedì. Ma grazie all’intervento dell’amministrazione comunale, interpellata, avranno circa un mese in più. «Abbiamo però bisogno di garanzie per trovare un altro appartamento in affitto, da soli non possiamo darne, chiediamo aiuto a Comune e Asl».
È la situazione in cui si trovano tre uomini, che preferiscono rimanere anonimi. Da mesi condividono un appartamento sulla base di un progetto voluto e seguito dai servizi sociali, che prevede la coabitazione di persone a basso reddito personale. Il contratto d’affitto è arrivato a scadenza naturale (il 31 agosto) del primo quadriennio, ma il proprietario ha manifestato la volontà di non rinnovarlo per un successivo quadriennio, quindi gli occupanti devono trovarsi una nuova collocazione. «Pur dando la disponibilità a mantenerli nell’alloggio per un altro po’ di tempo, il proprietario è determinato nell’ottenere la liberazione dell’immobile quanto prima» dice l’assessore alle politiche sociali Elena Fossi, che ha interceduto col proprietario evitando che i tre uomini finissero fuori casa da martedì. Purtroppo, non hanno altri posti in cui andare o essere ospitati, anche solo temporaneamente, da amici o parenti. Hanno fatto anche richiesta di alloggio popolare. «Viviamo col reddito di cittadinanza – spiegano – ma non è garanzia sufficiente a dare caparre o firmare contratti di affitto per altre case. Per cui abbiamo bisogno che Asl o Comune ci diano la garanzia, attraverso un aiuto economico, per cercare un altro affitto».
«Infatti – precisa Fossi – il cumulo delle rispettive risorse consentiva ai tre di pagare un affitto che, in difetto, non avrebbero potuto trovare. Il fatto della risoluzione del contratto di per sé non costituirebbe un problema se non fosse che per la ricerca di un nuovo alloggio i proprietari chiedono forme di garanzia che loro non possono dare. Le garanzie di pagamento più o meno, dato il periodo attuale, sono sempre richieste ma spesso non risultano accettabili per l’entità e le modalità. Allo stato attuale non si è riusciti a trovare una collocazione idonea. Naturalmente non verranno lasciati soli».
Più volte l’assessora Fossi ha incontrato i familiari di uno dei coabitanti e sta cercando una sinergia con i servizi sociali per trovare una soluzione adeguata: «Purtroppo molte sono le persone in difficoltà a trovare un alloggio e per tutte ci sarà una risposta. Il nostro impegno e attenzione sono massimi. La prossima settimana incontriamo ufficialmente i servizi sociali dell’Asl per programmare un nuovo percorso insieme».
Infine, Fossi fa un appello a chi ha possibilità di dare in affitto appartamenti, invitandoli a comprendere situazioni particolari come quella di questi tre uomini in difficoltà: «Vorrei ricordare ai proprietari di abitazioni da locare che l’intermediazione della Asl costituisce di per sé garanzia di adempimento e che in questo grave momento storico è necessario dare un segnale di solidarietà e comprensione di fronte a certe situazioni volte a fare rialzare la testa a qualcuno a cui la grave crisi economica, purtroppo, l’ha fatta abbassare. Il rispetto per la dignità umana credo che debba predominare per garantire la tenuta sociale». —
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