Il Tirreno

Covergreen non delude mai tra grande rock ed emozioni

Francesca Lenzi
Covergreen non delude mai tra grande rock ed emozioni

Edizione sofferta anche dal punto di vista organizzativo, ma il pubblico ripaga. Pallini: «Vogliamo restare. Vediamo se il Comune crederà ancora in noi» 

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PIOMBINO. Covergreen non delude mai, e anche l’edizione 2020 (la quinta) è stata un successo di qualità e di pubblico. Nonostante l’incertezza dei mesi che hanno preceduto la manifestazione. Nonostante le stringenti norme anti-covid che hanno costretto gli organizzatori a una versione ridotta, senza la mostra di copertine al chiuso.

Sono, comunque, ampiamente bastati i tre eventi (gratuiti) per salutare con il segno più un’edizione condizionata anche dal maltempo. La forte sciroccata del 29 agosto ha spostato l’ultima sera al Rivellino, mentre all’esterno è stato collocato il mercato del disco cd & vinile, altrimenti posizionato di fronte a palazzo Appiani. Paolo Mazzucchelli, con “I vestiti della musica 1970 – dischi e visioni all’alba di un nuovo decennio” ha aperto la rassegna il 27 agosto, proseguita il giorno successivo con Abbey Road orchestra & Donato Zoppo “Play Beatles 69/70”, e conclusa il 29 con Dear Mr. Fantasy Carlo Massarini e il grande rock degli anni 60/70.

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Covergreen 2020 resterà un’edizione ancora una volta di successo. «Edizione sofferta anche dal punto di vista organizzativo – spiega Luca Pallini, socio fondatore di Covergreen, insieme ad Andrea Fanetti, Federico Botti e Massimo Panicucci – Sofferta considerando i problemi legati al covid. Ci siamo ritrovati addosso tutta l’organizzazione, dalla sicurezza a ogni altro aspetto. Senza contare l’incertezza dei mesi precedenti, quando non sapevamo ancora se avremmo potuto farla questa quinta edizione. Quanto al risultato finale, non avremmo potuto sperare di meglio. I commenti sono stati positivi, se consideriamo come la nostra rassegna parli di un tipo di cultura diversa rispetto all’evento grosso in se stesso. Covergreen porta un messaggio». Quanto alla sicurezza, lo sforzo è stato pesante: «Oltre all’anti-incendio e ai vigili – afferma Pallini – aspetti che facciamo già da tempo, abbiamo dovuto chiamare una ditta, persone che controllassero la temperatura, facessero accomodare la gente e scrivessero nomi e numeri di telefono in un apposito registro».

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Cambio location. Come detto, se le prime due serate si sono svolte regolarmente in piazza Bovio, davanti al ristorante la Rocchetta, la terza ha “traslocato” causa maltempo, al Rivellino, innescando, una coda di polemica per la concomitanza di un evento di campagna elettorale promosso dal Prc Piombino (Rinfondazione ha lamentato la mancanza di comunicazione). «Ci è dispiaciuto molto – dice Pallini – Alla fine l’evento dentro il Rivellino era tale che avremmo potuto reggere entrambi. Per quanto ci riguarda, dobbiamo ringraziare l’ufficio cultura che si è dato da fare per spostare la serata. Il risultato è stato bello. Il Rivellino è una bella risorsa e, pur restando dell’idea di rimanere in piazza Bovio per il Covergreen tradizionale, là dentro potremmo organizzare eventi estemporanei. Con l’edizione 2020 abbiamo perso la mostra e una serata con videodanz, improponibile con le norme anti-covid – spiega – Abbiamo però scoperto che le tre serate potrebbero essere il numero ideale, sfruttando i mesi più morti dell’anno per altre iniziative. Certo, servono contributi, ma è un obiettivo che abbiamo, e potremmo fare qualcosa già in questo autunno, con la volontà di tutti».

Polemica. Un post dello stesso Pallini su Facebook ha lasciato intendere qualche malumore per certe assenze. «Parlo a titolo personale – chiarisce Pallini – Il Comune ha dato il contributo che avevamo chiesto e va ringraziato. Diciamo, però, che un saluto da parte dell’amministrazione, una presenza, ci avrebbero fatto piacere. Anche perché parliamo di una manifestazione a livello nazionale. Invece non ho visto nessuno. Covergreen è nata per parlare di cultura musicale e, laddove sia possibile, della città di Piombino. Quando andiamo nelle scuole, in particolare nelle università, facciamo vedere Piombino, cerchiamo di promuoverlo anche da un punto di vista turistico. Vogliamo restare qua, ma teniamo gli occhi anche altrove. Da altri posti ci hanno già chiamato. Vediamo se il Comune crederà ancora in noi».

Evviva Covergreen. Uscendo dalla polemica, Covergreen resta una bellissima realtà che non si è fermata neppure di fronte al coronavirus. «Nonostante le difficoltà, abbiamo voluto fortemente questa quinta edizione – conclude Pallini – Basta vedere il manifesto, quasi sempre monocolore, quest’anno, invece, coloratissimo. Messaggio da dare, sottolineando la voglia di stare insieme».


 

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