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Confcommercio: «Non vedevamo così tanta gente dagli anni Ottanta»

L.C.

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PORTOFERRAIO

Profondo rosso negli incassi per commercianti, baristi, ristoratori e quant’altri da Pasqua a giugno. Ma da metà di questo mese in poi una cavalcata vincente. E che cavalcata. «Non vedevamo così tanta gente all’Elba dagli anni Ottanta-Novanta - dice Franca Rosso, presidente della Confcommercio - Ora guardiamo con fiducia al prosieguo di questa stagione, sperando che il tempo e le condizioni generali del clima ci diano una mano».

Torna il sorriso sui volti dei negozianti che nell’espletamento dei loro esercizi hanno avuto bisogno di disporre più spazio per continuare a gestire la quantità (e il volume di affari) dei tavoli disponibili alla clientela. Effetto del post coronavirus che per fortuna non è stato cosi devastante come invece in primavera, quando l’epidemia era in pieno vigore. «La stagione nel suo insieme – continua Rosso – ci ha ripagato molto bene e ha permesso ai nostri associati di rifarsi di un inizio molto negativo e poco rassicurante».

Alcuni esercenti per paura di non riuscire a far quadrare i conti, neppure avevano alzato le saracinesche. Ma la Confcommercio non è stata con le mani in mano. Quando sono state rese note le disposizioni governative per contrastare (se non fermare) il diffondersi del contagio, sono stati avviati diversi incontri con gli amministratori elbani per studiare insieme delle direttive da seguire, conformi alle leggi, per correre legittimamente ai ripari e salvare il salvabile di un’estate così contraddistinta dal Covid. Mascherine, gel per le mani, guanti, ma soprattutto distanziamento dei tavoli l’uno dall’altro. Quindi possibilità di occupare più spazio pubblico per le strade e le vie cittadine.

«Le nostre richieste – continua Franca Rosso - sono state accolte dagli amministratori elbani che hanno offerto di ampliare la superficie d’azione».

Il fine ispiratore dei vari provvedimenti emessi dai vari referenti comunali è stato quello di dare concretamente una mano a ristoranti, pub, bar, pasticcerie così fortemente danneggiati dal blocco delle attività dovuto alle restrizioni. La ripresa non è stata facile. Le misure igienico sanitarie sul distanziamento e il divieto di assembramento hanno imposto che i tavoli fossero a una certa distanza tra loro cercando di contenere i rischi. Da qui la richiesta formulata agli uffici tecnici di ogni singolo comune di ampliare lo spazio all’esterno, chiedendo un uso di suolo pubblico mai chiesto prima.

«Gli amministratori ci hanno accontentato - conclude – E tutti hanno potuto lavorare e riprendersi». —



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