Gioco
Giorni di Sbaracco in agrodolce con super sconti e voglia di ripartire
Maltempo e vendite non esaltanti anche per i pochi turisti Tutto l’abbigliamento per le cerimonie rimasto negli scaffali
PIOMBINO
È uno sbaracco agrodolce quello di fine agosto nell’anno sciagurato del Covid-19.
Per le vie del centro piombinese venerdì e ieri, la storica manifestazione organizzata dalla Confesercenti con il Comune di Piombino ha segnato la fine dell’estate verso un autunno carico di dubbi e preoccupazione. Bene sabato mattina, meno il pomeriggio, e poi è stata la volta di un sabato condizionato dal brutto tempo. Ma mica è stato solo il clima a non rendere fantastico uno sbaracco che nessuno si era illuso potesse regalare vendite favolose. Alla fine dei conti la manifestazione è scivolata via senza infamia e senza lode. Però questo è l’anno del covid e anche solo essere in strada a vendere le rimanenze (e non sono poche) di fine stagione è una nota positiva che invita all’ottimismo.
«È uno sbaracco sottotono rispetto all’anno passato – afferma Vanessa Sozzi del negozio di abbigliamento Benetton per bambini – La gente non è molto e, ovviamente, si vende meno. Che dire? Nello sbaracco ci si spera sempre. Siamo a fine stagione e cerchiamo di fare un po’ di cassa. Sinceramente c’è ancora un po’di paura per il Covid, siamo legati a questo, soprattutto dopo l’aumento di nuovi casi, e non parlo soltanto di Piombino». «Come va lo sbaracco? Ni – sostiene Marco Pierucci di Corso 41 – Venerdì è partita bene, ma c’è stato un bel calo nel pomeriggio. Ci speravamo in questa iniziativa prima della fine dell’estate. Nessuno chiaramente si illudeva di avere gli stessi numeri dell’anno scorso, ne eravamo consapevoli, dopo oltre due mesi di lockdown. Un vero e proprio pianto per noi commercianti. Per dirne una: tutto l’abbigliamento per le cerimonie, che sono state sospese causa pandemia, è rimasto invenduto. Siamo invece andati bene sull’estivo. Speriamo adesso nelle prossime settimane, e che se ne vada finalmente questa paura». «Noi, considerando la situazione generale, non ci lamentiamo – le parole di Marco Mugnai del negozio Helly Hansen, in corso Italia, negli stessi locali dov’era la Slam – Non so se è per il brand, conosciuto a livello internazionale che ha richiamato anche gente da fuori città, ma siamo soddisfatti. Nel lockdown abbiamo organizzato l’apertura del negozio, al via dal 18 maggio. Abbiamo mantenuto i vecchi clienti e ne abbiamo acquistati di nuovi. Non abbiamo fatto chissà quali incassi, ma siamo rimasti a galla. Non siamo abituati a piangerci addosso, è stata una bella estate che sarebbe potuta andare anche peggio. Bene anche gli eventi organizzati dal Comune che hanno attirato gente in città». «Peggio dell’anno scorso? Sì, ma nemmeno così tanto – dice Silvia Chiappori della Bottega Verde – Purtroppo siamo a fine mese e non ci sono molti turisti. Nei mesi di lockdown abbiamo fatto consegne a domicilio e siamo soddisfatti. L’azienda, poi, ci ha aiutato, fra promozioni e quant’altro. Speriamo sempre in meglio, per ora ce la caviamo». «Anche noi non ci lamentiamo – dice Carnevali dell’omonimo negozio di abbigliamento – Un po’meno rispetto all’anno passato, ma nemmeno poi tanto. La gente c’è stata e tutta educata al rispetto delle nuove regole. Certo, i mesi del lockdown non li recuperiamo più ma, considerato il momento, è andata abbastanza bene». «Insomma, si pensava peggio – affermano Alessandra Martelli e Monica Grassi di Io Donna – Rispetto agli anni scorsi? Mah, tarabaralla. Certo non possiamo pensare a questo sbaracco come alla ripartenza. Soldi, al di là del Covid, non ci sono e i turisti sono andati via la settimana passata. I mesi del lockdown? Una tragedia. Gli abiti da cerimonia sono rimasti in negozio».
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