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L’Elba teme un ritorno alla dad perché Internet resta lumaca

Stefano Bramanti
L’Elba teme un ritorno alla dad perché Internet resta lumaca

Le lezioni a distanza potrebbero tornare in ballo in caso di aumento dei contagi Ma la preside Rando avverte: «Le infrastrutture di rete sono inadeguate sull’isola»

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Scuola in presenza dal 14 settembre, a quanto pare. Ma incombe lo stesso lo spauracchio della “Dad”, ovvero la didattica a distanza che nell'anno della pandemia ha mostrato tante carenze. Su questo si erano espressi, sulle pagine del Tirreno, tre presidi isolani, Alessandra Rando, Lorella Di Biagio ed Enzo Giorgio Fazio, facendo notare come non tutti gli alunni avessero potuto seguire le lezioni telematiche in modo valido. Alessandra Rando, dirigente scolastica dell'istituto tecnico Cerboni, torna sull’argomento in vista della nuova apertura delle scuole, al fine di capire i meccanismi che hanno determinato e ancora potrebbero determinare il disservizio ormai noto, se dovesse ripartire la Dad nel malaugurato caso di nuova chiusura degli istituti scolastici.

Lo fa con cognizione di causa, essendo ingegnere elettronico: il punto, infatti, sta nei cattivi collegamenti internet che possono configurare addirittura una lesione del diritto allo studio, per tutti quegli studenti residenti in zone periferiche. Infatti, essendoci coperture di rete non pienamente buone è intervenuto d'ufficio il difensore civico della Toscana, Sandro Vannini, che si è mosso illustrando il grave problema a tutte le autorità e gli enti di riferimento. «Sul territorio elbano – dice la professoressa Rando – sono presenti zone con infrastrutture di rete non adeguate alla corretta fruizione delle lezioni in Dad da parte degli alunni. La velocità di collegamento è buona nelle zone centrali, ma spesso troppo lenta in luoghi periferici. Inoltre, la fibra, che consentirebbe collegamenti ad alta velocità, è presente, per adesso, solamente in pochi comuni. Per modificare la situazione sarebbero necessari investimenti da parte delle aziende più importanti di telefonia presenti sul mercato. Interventi, tuttavia, che non assicurano un adeguato ritorno economico per tali aziende e che, pertanto, richiederebbero una politica di investimenti da parte degli enti pubblici. In alternativa, per gli utenti che abitano in zone isolate o comunque in luoghi non adeguatamente cablati, si potrebbe propendere per connessioni di tipo satellitare che hanno costi più abbordabili rispetto al passato, ma comunque più alti rispetto alle connessioni di tipo tradizionale. Tutti auspichiamo che i Comuni dell’Elba e la Regione Toscana intervengano direttamente per riuscire almeno a dare dei collegamenti più veloci alle scuole e dei contributi ad hoc alle famiglie che versano in situazioni di particolare disagio». La Regione, nel marzo 2020, ha annunciato di aver sbloccato gli interventi per migliorare la rete in 78 comuni toscani con specifici investimenti, compresi quelli di Capoliveri e Porto Azzurro. Ma dalle analisi emerge che i problemi infrastrutturali vedono le compagnie telefoniche curare i centri abitati ma i luoghi più periferici talvolta sono in apnea. Il business fa i conti economici e può capitare che certi studenti in zone periferiche si trovino in difficoltà nella Dad. Il prossimo passo sarà approfondire quali siano i piani strutturali delle compagnie telefoniche e se gli enti locali cercheranno di intervenire per garantire un servizio sempre più efficace. E' in ballo il pieno diritto allo studio. —

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