La protesta
Nidi di tartaruga sulle spiagge di Baratti e Rimigliano, i turni dei volontari più i sensori
Doppia incubatrice per i baby rettili. Papetti (TartAmare): «Deposizioni tardive e delicate, schiuse per l’autunno»
BARATTI. Un po’ più tardi, ma comunque sono tornate. Come incubatrice per le uova quest’anno la tartaruga marina ha scelto la spiaggia di Baratti, la notte di San Lorenzo. Nido che dal sito originale sotto Demos è stato poi spostato in area più sicura, vicina alla duna.
Stesso destino per le uova deposte quasi in contemporanea a Castiglioncello, che da “Cala Santa Lucia” (deposizione a 8 metri dal mare) sono state traslocate a Rimigliano, proprio dove lo scorso anno ne sono nate una settantina di mini tartarughe (58 nel 2018, deposione a giugno, al Nido dell’aquila, ancora Rimigliano).
La regia è sempre la stessa.
Turni di controllo tra militari della guardia costiera, polizia municipale, volontari Wwf, da subito in tandem con rappresentanti dell’Osservatorio toscano biodiversità – l’associazione TartAmare di Grosseto. Volontari che da fine maggio proseguono ancora pure nei pattugliamenti a caccia di tracce di possibile deposizioni.
Sono le 10, 30 Manuela Papi è al nido di Rimigliano, dopo aver passato le consegne a Baratti ( dove c’è controllo costante pure di bagnini e balneari). «Non potrei fare altrimenti... – sorride Manuela, da moltissimi anni braccio attivo del Wwf Val di Cornia – Vivo a Venturina, ma grazie a mio figlio qui in vacanza posso affidare a lui la mia mamma anziana ed essere subito a Baratti già alle 6, 30. Con mio figlio siamo stati i primi ad arrivare quando è stata segnalata la deposizione delle uova durante la notte di San Lorenzo, è sempre una grande emozione, ma ora mi devo accertare che tutto proceda per il meglio. Siamo ancora lontani dall’h 24 a ridosso della schiusa delle uova, ma bisogna fare attenzione». Nessun posto è uguale, impossibile non pensare a quanto accaduto al nido delle Rocchette, a Riva del Sole (uno dei tre del comune di Castiglione della Pescaia), violato e distrutto. «L’area di Baratti dove si trovano ora le uova è molto più soleggiata rispetto a quella originale sotto Demos – ricorda Manuela Papi – un’ottima scelta! Appena la vita sulla spiaggia è cominciata, come ogni giorno, mi sono spostata a Rimigliano dove resto fino alle 12. La collaborazione dei bagnanti è vitale e ci danno un grande aiuto basta parlarci. Sempre bello vedere come nonostante noi la natura va avanti...».
Costanti i controlli a vista ma pure in profondità. Dal primo giorno della nidificazione passano circa 50-60 giorni prima della schiusa... «I tempi? – dice Luana Papetti, responsabile scientifica di TartAmare – Davvero prematuro fare previsioni. Si tratta di deposizioni tardive e stiamo parlando di schiuse per l’autunno, ad ottobre. Nidi ancor più delicati rispetto a quanto già accaduto a Rimigliano negli anni scorsi. Molti dei rischi sono legati al calo delle temperature che incide sullo sviluppo embrionale ma pure ai fenomeni meteo sempre più violenti nel passaggio tra la stagione estiva e quella autunnale... però i tartarughini sono molto coriacei...».
«I nidi sono stati messi in posizione di maggiore sicurezza – spiega Papetti – ed è stata inserita una strumentazione che già nel 2019 ha dato validi risultati: sensori che registrano in continuo temperature, pressione, umidità. Al momento è davvero tutto a posto. Anche se siamo in allerta... vediamo che succede viste le previsioni di un forte peggioramento del tempo già in questo fine settimana». —
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