Il Tirreno

gruppo 2019 campiglia 

«Degrado inaccettabile Si metta in sicurezza l’ex Ipsia in via Cerrini»

A. M.

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VENTURINA

«Lo stato di degrado in cui versano interi quartieri di Venturina, il propagarsi di fenomeni di grave disagio quando non di delinquenza nelle aree più compromesse del territorio, impongono un’azione urgente». Il Gruppo 2019 mette la lente sulle condizioni in cui versa uno degli ingressi del paese, via Cerrini. E prende a esempio l’ex Ipsia per sottolineare la necessità di intervenire e curare aree da tempo in abbandono, in diversi punti del territorio comunale. «Occorre mettere come primo obiettivo della pianificazione e della realizzazione di opere pubbliche la soluzione dei degradi ormai storici del territorio» scrive la lista di minoranza in una nota, che sul sito del Gruppo è corredata da un video che raccoglie le testimonianze di incuria su cui richiama attenzione. Il sottopassaggio che dal cavalcavia sulla quattro corsie porta alla stazione, l’area ex Incerti, quella dei vecchi magazzini comunali, le Coltie, i capannoni abbandonati della stazione, solo per citarne alcune e solo per parlare di Venturina. Ma nel video non mancano altri esempi che interessano zone di Campiglia. «Senz’altro l’edificio dell’ex Ipsia rappresenta una vera emergenza – sottolinea il Gruppo 2019 – La risposta che serve ai residenti e al territorio non può attendere i vaghi e fantomatici progetti annunciati in campagna elettorale. Si prenda atto della realtà. Aver scialacquato le risorse per opere pubbliche di più che dubbia utilità, non aver pianificato urbanisticamente una soluzione per via Cerrini (come per la stazione) consegnano oggi un quadro drammatico e inaccettabile. Drammatico per l’evidente pericolosità di queste aree degradate, inaccettabile perché non si può chiedere ai cittadini di attendere anni una soluzione a problemi così stringenti. Se le risorse scialacquate oggi non sono sufficienti a dare nuova vita all’immobile dell’ex Ipsia, per il quale d’altra parte non esiste progetto, si provveda almeno alla messa in sicurezza dello stabile. Si tratta di un diritto dei cittadini e di un dovere per l’amministrazione». —

A. M.

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