Gioco
Covid, cresce l’attenzione dei giovani 500 persone ai test sierologici in piazza
Due casi di positività nei controlli, entrambi asintomatici. Possibile che l’esperimento sia ripetuto per la terza volta
PIOMBINO
Sono state oltre 500 le persone che si sono sottoposte nell’ultimo fine settimana al test sierologico nell’ambito della campagna “Movida si…cura”, promossa dalla Regione per realizzare uno screening sul coronavirus. Dalle 22 alle 2 di notte, di venerdì e di sabato, diverse centinaia di cittadini, giovani o meno, hanno aderito all’iniziativa gratuita in modo volontario al test che rileva l’eventuale presenza degli anticorpi sviluppati a seguito dell’esposizione al coronavirus.
L’ultimo weekend ha rappresentato per Piombino il secondo appuntamento con “Movida si…cura”, avviata il 25 luglio a Firenze, in piazza Santo Spirito, e «attiva fino al 26 settembre 2020 nelle piazze e nei luoghi di vita notturna di varie località costiere e città d’arte – come si legge sul sito della Regione Toscana – Nei luoghi della campagna “Movida si…cura” saranno allestiti gazebo e posizionati mezzi mobili del volontariato sociale (Misericordie, Anpas, Croce Rossa Italiana) cui rivolgersi per effettuare il test sierologico gratuito e avere le informazioni necessarie».
Sul sito della Regione è disponibile per il momento il programma soltanto fino al prossimo fine settimana, ma c’è da aspettarsi un altro step a Piombino, presumibilmente ancora in piazza Cappelletti, spazio dedicato nei due appuntamenti precedenti ai test sierologici. In particolare, l’adesione è stata forte proprio nell’ultimo weekend, probabilmente sollecitata dalla scoperta dei nuovi casi di covid-19 anche in Val di Cornia. Se venerdì, a fronte di oltre 300 test, non si sono registrati casi di positività, diversamente è andata nella serata di sabato quando, su più di 200 analisi, sono stati rilevati due test positivi: un giovane e una persona di 65 anni, al momento dell’esame asintomatici.
«Venerdì avevamo avuto un caso positivo, poi risolto in negativo a seguito dei due test successivi, necessari in caso di prima positività – spiega Luigi Coppola della Misericordia, associazione pilota in occasione di “Movida si…cura” per il 21 e 22 agosto, coadiuvata da Croce Rossa e Pubblica Assistenza – Diversamente è andata per le due persone di sabato, positive anche ai successivi test. Come da protocollo, abbiamo segnalato i casi alla Regione per il tampone, indispensabile per sapere se l’infezione sia ancora in corso o meno. Tutto comunque è filato liscio durante la due giorni di test, anche per i due casi positivi, grazie agli operatori che hanno saputo gestire la situazione in modo riservato».
Quanto all’organizzazione – prosegue Coppola – è andato tutto bene. Come Misericordia avevamo sul posto dieci volontari e un paio di dipendenti. Come supporto c’erano anche la Pubblica Assistenza e la Croce Rossa. Ricordiamo che i test sono stati effettuati da infermieri. Solo loro e i medici sono abilitati a farli. Le persone che si sono sottoposte al test sono arrivate già informate e non ci sono stati problemi».
Il test sierologico è semplice e veloce. Il personale responsabile prende i dati della persona attraverso il codice fiscale, mentre l’esame avviene tramite stick, con la raccolta di una goccia di sangue da far interagire con il liquido di contrasto. Occorrono 10-12 minuti per la risposta del test che rileva gli IgM e gli IgG, validi per sapere se si è entrati in contatto con il virus.
«Mi sembra ci sia più attenzione negli ultimi giorni – afferma Coppola – Anche da parte dei giovani che stanno capendo come la questione non riguardi solo anziani o persone con patologie pregresse. Parlare di semplice influenza è riduttivo. Tutto può essere semplice o complicato. Questo è il concetto di fondo. Parliamo, però, di un virus che può portare a una forma di polmonite estremamente aggressiva. E poi non è detto che ciascuno di noi sia perfettamente a conoscenza del proprio stato di salute. Faccio un esempio: uno di noi potrebbe avere il diabete a uno stadio iniziale e non saperlo. E il virus può diventare aggressivo. Non sono un medico, ma di malati ne ho portati diversi con l’ambulanza – conclude Coppola – e sinceramente fa impressione vedere una persona affetta da difficoltà respiratoria pesante, in alcuni casi poi anche intubata».
Francesca Lenzi
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