Il Tirreno

incidente in jsw 

Camping Cig e e Uglm «Prima la sicurezza, poi la produzione»

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PIOMBINO

«Solo un colpo di fortuna ha impedito una tragedia in Jsw per la rottura di un gancio di una gru che ha fatto precipitare una gabbia di laminazione». Camping cig commenta l’episodio di sabato scorso, definendo il caso la naturale conseguenza dei mancati investimenti di questi ultimi anni e dell’azzeramento della manutenzione degli impianti e dei macchinari «costringendo i pochi lavoratori a ritmi forsennati in condizioni lavorative da quarto mondo. Occorre immediatamente - prosegue l’associazione - una reazione fortissima da parte di sindacati e lavoratori per una svolta radicale nella gestione dello stabilimento partendo da un’assemblea generale durante un presidio permanente con la richiesta di partecipazione dei vertici nazionali dei 4 sindacati, del sindaco e dell’assessore alle politiche del lavoro per arrivare allo sciopero generale di 24 ore per la sicurezza e per cacciare questo imprenditore».

Per Camping Cig «chi continuerà a girare la testa limitandosi a comunicati di circostanza (Azienda, Sindacati e Comune) si assumerà la responsabilità morale ,civile e penale di eventuali futuri tragici avvenimenti perché non sempre ci saranno fortune miracolose a salvare i lavoratori. Si dimostra ancora che questa azienda deve essere sfrattata dallo Stato, che ne deve riprendere il controllo per tornare a colare acciaio in sicurezza per tutti i lavoratori e per i diritti della comunità della Val di Cornia (bonifiche, infrastrutture e diversificazione economica»)

Interviene anche Uglm: «Solo per un caso fortuito, - dice - non ci sono state gravissime conseguenze per i lavoratori. Sono anni che denunciamo il problema della sicurezza negli impianti. L'azienda continua a tagliare personale e a risparmiare su tutto. Si naviga a vista. Gli impianti sono vecchi, fatiscenti, pericolosi. Non si può andare avanti così, non è accettabile. Non è accettabile barattare la sicurezza per un posto di lavoro. La sicurezza e la salute dei lavoratori devono essere messe al primo posto. Dopo che saranno garantite sicurezza e salute dei lavoratori, si può anche parlare di produzione. Non prima».

«Avevamo già chiesto un incontro al nuovo vicpepresidente Carrai, per sapere a che punto è il piano industriale annunciato. A questo punto - chiude - l'incontro assume carattere di massima urgenza. Come gli investimenti per mettere gli impianti in sicurezza. Non si può più rimandare». —



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