Attenzione
Venti volti, tanti sapori e un’unica sfida
Il sindaco Pasquini traccia il bilancio della stagione turistica segnata dall’emergenza covid e delle sfide in corso
SUVERETO
Un collage di facce e situazioni. L’intensità del bianco e nero a sottolinearlo. È il tutto che dà la cifra del percorso fatto da Suvereto. Lo si è visto durante la tre giorni di Calici di stelle, con i ritratti dei viticoltori in mostra nelle vie del borgo ad accompagnare gli ospiti nel percorso che ha unito le etichette del territorio alla rete dei ristoratori. «La manifestazione, dal 10 al 12 agosto, è andata oltre le nostre migliori aspettative – dice il sindaco di Suvereto Jessica Pasquini –. E ciò considerato che abbiamo messo in piedi una formula diversa rispetto alla tradizionale con street food e spettacoli. I ristoranti hanno avuto tante prenotazioni. Abbiamo visto gente in giro per il paese, ma in modo ordinato. Insomma, c’è stato un giusto equilibrio tra il fare le cose e la sicurezza».
Torniamo a quei volti. Quelli dei viticoltori ritratti da Lorenzo Manzini che ha dato corpo all’idea di personalizzare i vini, di dargli un’anima che s’intreccia alle vicende e le passioni di chi li produce. Di aggiungere storie, insomma, oltre i sapori che si associano alle etichette. «L’enogastronomia è uno dei punti forti del nostro paese e su questa sono incentrate tutte le principali manifestazioni. E il vino fa parte di questo connubio, che deve essere ulteriormente valorizzato». In quest’ottica la novità la nascita dell’associazione Suvereto Wine. «Vi fanno parte la quasi totalità delle aziende, contiamo che anche le altre aderiscano e che le possa rappresentare tutte».
Nella tre giorni di Calici di stelle si sono potute scoprire anche nuove aziende, che non sono ancora entrate nell’immaginario collettivo. «Vogliamo qualificare Suvereto come destinazione enoturistica, l’accoglienza passa anche dall’agroalimentare che è uno dei fattori che caratterizzano un territorio – afferma il sindaco –. Oltre a Calici di stelle è stato fatto un importante lavoro per una nuova identità del vino con eventi nelle cantine organizzati dalle aziende, pacchetti di degustazione fatti anche unendo più realtà produttive e altre iniziative in cui i ristoratori cucinano per l’occasione in cantina».
Si può fare un primo bilancio dell’estate suveretana? «Abbiamo avuto un afflusso turistico insperato – dice Pasquini –. Le prenotazioni nelle strutture del territorio vanno oltre settembre. Sono venuti in larga parte italiani con una buona capacità di spesa, che si è vista anche negli esercizi commerciali non legati all’enogastronomia». Che aggiunge: «L’emergenza covid è stata l’occasione per pensare alle tante iniziative che prima si realizzavano sempre allo stesso modo facendo uno sforzo per trovare altre formule». — M.M.
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