Il Tirreno

l’odissea di una famiglia 

Rientro da Ibiza per 5 giorni costretti a casa

Rientro da Ibiza per 5 giorni costretti a casa

Avrebbero dovuto fare il tampone entro 48 ore dal rientro il 14 agosto  invece hanno dovuto attendere fino alla mattina del 19

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piombino

Cinque giorni, dodici ore e una manciata di minuti. Costretti a casa, in isolamento fiduciario che avrebbe dovuto concludersi entro 48 ore dal rientro in Italia. È l’odissea di una famiglia al rientro dalla vacanza a Ibiza, avvenuto il 14 agosto. Lui e la compagna e due figlie bloccati dai ritardi del servizio sanitario regionale messo a punto, se così si può dire, sulla scorta dell’ordinanza ministeriale del 12 agosto.

Arrivati in Italia, trovano in aeroporto un banchetto con una fotocopia che fornisce l’indirizzo internet del servizio sanitario regionale al quale è necessario registrarsi. Raggiunta l’abitazione alle 2 di notte del 15 agosto «proviamo ad accedere ma l’indirizzo è inesistente – racconta il nostro lettore –. Per via induttiva e grazie alle nostre conoscenze informatiche risaliamo all’indirizzo web corretto. Effettuiamo la registrazione per i 4 membri della famiglia alle 3 di notte circa». La mattina del 15 agosto, alle 9, comincia a chiamare il numero verde 800556060 che è l’unica modalità per prenotare il tampone. «Dalle 9 alle 11, 37 io e la mia compagna effettuiamo un totale di 49 chiamate al numero verde. Per 2 ore e 37 minuti le 48 chiamate hanno tutte lo stesso esito: “Il tempo di attesa è superiore ad un’ora, la preghiamo di riprovare più tardi”. E la linea cade». Alle 12 il servizio termina e li rimanda a una nuova chiamata il 17 agosto alle 9. A quel punto sono già trascorse 54 ore dal momento della registrazione. «Riusciamo a prendere la linea e ci viene detto che la procedura è cambiata e saremo ricontattati». Il 19 agosto alle 11 riescono a fare il tampone, all’ospedale di Piombino. Il risultato? «È negativo ma per saperlo abbiamo dovuto fare più di una telefonata. Anzi, se non avessimo insistito da un ufficio all’altro chissà quando ce lo avrebbero comunicato». Che aggiunge: «Ogni persona con cui siamo riusciti a parlare ci ha detto una cosa diversa. Dovevamo rientrare al lavoro lunedì scorso e invece siamo stati costretti a casa da un sistema inefficiente». —

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