La protesta
Salvini e Ceccardi in Municipio Ferrari: «Comune aperto a tutti»
Pd e Rifondazione: li incontri in una sezione di partito, non in una sede istituzionale Ma per il sindaco «non si tratta di uno sgarbo, illustrerò cosa serve a Piombino»
PIOMBINO
Le modalità della tappa piombinese di Matteo Salvini e Susanna Ceccardi impegnati nel loro tour (pre)elettorale – oggi alle 17, 30 in Comune incontro col sindaco Francesco Ferrari e alle 18, 45 comizio in piazza Bovio – ha suscitato aspre polemiche da parte delle opposizioni di sinistra e centrosinistra.
Al centro delle critiche il fatto che Ferrari abbia deciso di ricevere il leader nazionale della Lega e la candidata alla presidenza regionale del Carroccio non in una sezione di partito ma in una sede istituzionale.
C’è poi chi (come il Prc) pone anche il problema dei rischi insiti in un comizio in un momento molto delicato per la ripresa dei contagi da coronavirus.
Il sindaco Ferrari da parte sua si dice «convinto di non aver commesso alcuno sgarbo istituzionale, anzi: qualsiasi politico, segretario nazionale di partito, candidato o eurodeputato, anche di orientamenti lontani dai miei, sarà sempre ben accetto e sarò onorato di riceverli al fine di illustrare loro i tanti problemi della nostra amata città, che di soluzioni ha bisogno». Il fatto che ciò avvenga in una sede istituzionale per Ferrari non conta: «La giornata avrà una accezione partitica? Sicuramente sì, ma fuori dai luoghi dell’Ente, durante i comizi o le cene elettorali. Nella stanza del sindaco quest’ultimo coglierà l’occasione per illustrare il lungo elenco di ciò che, a suo giudizio, dovrà essere fatto per Piombino. E all’auspicata esecuzione di un progetto di rinascita – prosegue – dovranno prendere parte tutte le istituzioni, attuali e future. Ecco perché la casa comunale, almeno con me, è aperta a tutti i cittadini e rimarrà aperta a maggior ragione ai politici di qualsiasi colore essi siano».
I gruppi consiliari del Partito democratico e di Anna per Piombino dal canto loro si rivolgono direttamente al sindaco, che «appartiene ovviamente a una parte politica. Anche se come lei si ammanta di civismo, può incontrare i leader politici di riferimento dove vuole ma non nella Casa comunale che è la casa di tutti i cittadini, anche di quelli che non l’hanno votata. La richiamiamo alla correttezza istituzionale – concludono – che il suo ruolo richiede, oltretutto in periodo preelettorale».
Fabrizio Callaioli, capogruppo di Rifondazione comunista, premesso che «Salvini e la sua candidata Ceccardi sono liberi di andare dove vogliono a fare campagna elettorale», si chiede però «quali siano le misure protettive che sono state previste. Perché a Piombino c’è un nuovo focolaio di Covid e troverei irresponsabile organizzare un comizio con le modalità che si sono viste a San Vincenzo».
«Il sindaco e la sua amministrazione – prosegue il capogruppo del Prc – immagino che saranno presenti, e quindi mi chiedo, se non saranno adottate modalità rigorose, come si pretenderà dai cittadini la debita attenzione. Perché, purtroppo, c’è da aspettarsi che ci risarà bisogno di chiedere dei sacrifici ai cittadini. L’esempio non può essere quello che dette Fratelli d’Italia in occasione della Pasqua, tutti ricorderanno la gita davanti alla caserma dei carabinieri».
Riguardo all’incontro a Palazzo comunale tra Salvini, Ceccardi e Ferrari, secondo Callaioli «il parlamentare che viene in città per fare campagna elettorale, si reca a far visita al segretario nella sede del partito. Specialmente se non ha un ruolo nel governo, e non deve quindi fare un incontro su programmi relativi al territorio, non va a fare passerella nel palazzo civico. Il sindaco non lo riceve ufficialmente. Niente di illecito, ma non è ortodosso. Esiste anche il bon ton istituzionale, e il sindaco non riceve un esponente politico, che sta facendo campagna elettorale, in comune. Lo fa – conclude – nella sede del suo partito. È una caduta di stile».
Infine il sindaco Ferrari fa una considerazione su quello che ritiene «essere uno sgarbo a questo Comune, a questa comunità e a questo territorio: annovero in questa casistica tutti gli episodi in cui ministri, consiglieri e sottosegretari sono giunti a Piombino affermando di volersi occupare dei tanti e complessi problemi della città senza tentare di incontrare nemmeno lontanamente chi, di questa città, ha la responsabilità di governo». –
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