Il Tirreno

san vincenzo futura 

«Criticità notevoli in generale e in numerose schede»

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San Vincenzo

«Notevoli criticità sia da un punto di vista di impianto generale che in numerose schede». Così il gruppo consiliare San Vincenzo Futura che firma 13 osservazioni al Piano di utilizzazione degli arenili.

«Si osserva la mancanza di una visione generale rispettosa del bene spiaggia, inteso come bene ambientale e di fruizione comune che come bene legato allo sviluppo turistico – afferma il gruppo d’opposizione –. Inoltre, molti interventi previsti sono in netto contrasto anche con atti di indirizzo urbanistico approvati dalla maggioranza. Un piano riduttivo e deludente, carente di interazione con altri atti di pianificazione del territorio e privo di analisi di quelle che sono le maggiori criticità della gestione, negli ultimi anni, degli arenili. È un piano che pare affrontare, da nord a sud, vari interessi particolari e che manca totalmente di organicità e di una visione a lungo termine».

La forza d’opposizione di cui è capogruppo consiliare Fausto Bonsignori, con Elisa Cecchini e Paolo Riccucci, punta il dito anche su un altro aspetto. «Riguarda l’iter della preparazione del piano, atteso da molti anni. Un percorso avvenuto senza alcuna presentazione pubblica che sarebbe stata auspicabile vista l’importanza della gestione degli arenili per un paese a vocazione e a trazione turistica come San Vincenzo. Il fatto stesso di non aver presentato pubblicamente il piano ai cittadini ci dà una misura della difficoltà dell’amministrazione nell’elaborazione e adozione del Piano di utilizzazione degli arenili».

Si sottolinea come «gli obiettivi di piano si sostanziano esclusivamente in previsioni di ampliamento di concessioni balneari e nuove concessioni, nonché in possibilità edificatorie per le nuove concessioni e di superfici in ampliamento per quelle esistenti». E l’assenza di «considerazioni relative alla tutela del paesaggio o al raggiungimento di adeguati livelli di sostenibilità del carico turistico stagionale come invece richiesto dal Piano paesaggistico in generale e dai dispositivi di vincolo in particolare. Il Piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana prevede infatti la necessità di una disciplina paesaggistico ambientale dell’utilizzo della spiaggia: valutare lo stato degli arenili e l’impatto su di essi delle nuove previsioni, prevedere le azioni a tutela degli stessi». E parlano di «modalità incerta e approssimativa con cui il piano è stato redatto, che lo rende uno strumento inutile e comporta una conseguente incertezza anche per tutti i soggetti anche privati che potrebbero essere interessati da questo piano». Da qui una precisa richiesta. «Nel respingere l’elaborazione del piano degli arenili – concludono – si ritiene che debba essere rivisto nelle sue previsione e che debba essere accompagnato da un più vasto approfondimento degli impatti ambientali ad esso connessi e assoggettato a valutazione ambientale strategica». —



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