Il Tirreno

editoria 

Barlettani dice basta, Costa Etrusca si ferma dopo 60 anni di attività

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO

Ivio Barlettani (nella foto), col carattere che lo contraddistingue, ha tentato di tutto, ma alla fine ha dovuto arrendersi, annunciando ieri che Costa Etrusca, la sua creatura, dopo 60 anni di attività chiude i battenti. Decisione che il direttore del periodico piombinese ha annunciato in un breve messaggio video sul sito “Costa Etrusca informa”, lasciando aperto un piccolo spiraglio. Conoscendolo, non si sa mai.

A spingerlo a una decisione dolorosa è stata «la grave situazione sanitaria provocata dal coronavirus e per una serie di problemi che via via si sono accavallati in redazione. Oltre alla pandemia che rende sempre più difficile il rapporto di lavoro tra giornalisti e intervistati – scrive in una nota Barlettani – dobbiamo aggiungere un altro aspetto molto importante: quello del non voler gravare ulteriormente sui nostri fedeli inserzionisti che, fino a oggi, hanno consentito la regolare uscita gratuita della rivista. Ringrazio di cuore tutto il corpo redazionale per l’impegno e la passione dimostrati durante il nostro cammino. Un ringraziamento particolare ai lettori che ci hanno seguiti e stimolati fino a oggi».

Che sia un addio o un arrivederci? «Nelle stanze accoglienti della redazione c’è una strana atmosfera. Un silenzio assordante regna sovrano, mentre passeggio malinconico sopra l’antico pavimento, lo stesso che in tanti anni è stato percorso da centinaia di vite, che di volta in volta hanno contribuito alla pubblicazione di Costa Etrusca. Li ricordo con nostalgia e mi commuovo quando mi vengono in mente i volti e le voci di coloro che purtroppo ci hanno lasciato – scrive Barlettani –. Affacciandomi alla finestra, dove sventola la bandiera dell’Italia, osservo la via centrale della città, così sempre popolata e ora deserta, e solo pochi avventurosi la attraversano protetti dalle loro mascherine inquietanti. La pandemia ha sconvolto la vita della provincia di Livorno, di Piombino, dell’Italia, del mondo…è tempo di una crisi profonda, drammatica, che sconvolge e impaurisce, anche se la speranza che l’incubo finisca di tanto in tanto illumina le nostre menti. Ce la faremo… certamente! Ma intanto quante vittime, quante saracinesche chiuse, quante ciminiere non sbuffano più i loro vapori e quanti, troppi, hanno dovuto abbandonare il loro lavoro. Purtroppo anche il mio giornale, dopo tanti anni di apprezzata divulgazione, chiude i battenti. Anche noi non riusciamo più ad andare avanti e siamo in crisi, come lo sono molte altre importanti testate giornalistiche». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore