Gioco
A Portoferraio stop all’uso non domestico dell’acqua potabile
PORTOFERRAIO
Adottate misure ad hoc, nei vari comuni elbani, per gestire nel modo migliore l’emergenza idrica. Asa, gestore dell’intero ciclo delle acque sulla maggiore isola della Toscana, ha segnalato una rapida impennata dei consumi, con un conseguente abbassamento dei volumi di compenso disponibili nei serbatoi pubblici elbani. Fattore, questo, imputabile da una parte al forte aumento delle temperature; dall’altra alle accresciute presenze sull’isola negli ultimi giorni. Fatto sta che Angelo Zini, sindaco di Portoferraio, ha firmato l’ordinanza in cui si fa «divieto assoluto su tutto il territorio comunale di utilizzare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti per scopi diversi da quelli igienico-domestici». E il primo cittadino di Portoferraio puntualizza che l’ordinanza resterà in vigore fino al 30 settembre.
Anche Maurizio Papi, sindaco di Porto Azzurro, è intervenuto sulla questione, facendo deliberare alla giunta che presiede la fornitura di 50mila litri (corrispondenti a 10 autocisterne, al prezzo di 100 euro a viaggio) con cui riempire il deposito ubicato in località ‘I Gelsi’, visto e considerato che da questa località erano pervenute segnalazioni di residenti che lamentavano carenza di acqua potabile. «Valutando – si legge nella delibera – che in questo periodo la situazione della fornitura idrica all’Elba da parte di Asa, azienda che gestisce gli acquedotti elbani, è entrata in una fase di crisi, si rendono pertanto necessari interventi di potenziamento al fine di evitare il perdurare di tale situazione problematica».
Ciò in ottemperanza al piano operativo di Asa che suggerisce le linee guida con cui far fronte all’emergenza fino a quando «la riduzione di consumo non consenta il ripristino delle condizioni di normalità». E anche Papi raccomanda il “consumo parsimonioso” e il divieto per ogni altro uso che non sia prettamente domestico. E intanto, ieri mattina squadre di operai dell’azienda stanno lavorando a Sant’Andrea per permettere alle numerose famiglie che da lunedì avevano i rubinetti di casa asciutti, di tornare a essere approvvigionati regolarmente. Asa da parte sua non si è fatta trovare impreparata dall’attuale situazione elbana e, non perdendo l’occasione per ribadire l’importanza del dissalatore per la produzione di acqua potabile (l’impianto consentirebbe di non avere in futuro disagi come quelli di oggi ai turisti e residenti elbani), ha posto in atto una serie di misure per garantire il miglior servizio possibile, al fine di gestire questa critica circostanza. Con quali modalità? Le elenca la stessa azienda: un’immediata riparazione delle perdite; un controllo capillare delle reti; una verifica continua di tutti i pozzi disponibili sul territorio dell’Isola d’Elba; infine un controllo delle sorgenti. «Tutto questo è possibile – ha scritto Asa in una nota di pochi giorni fa – grazie anche a un sistema avanzato di telecontrollo attivo 24 ore su 24 che permette la gestione in tempo reale di tutti gli impianti acqua e depurazione. Infatti anche gli impianti di depurazione - conclude la nota - sono ai massimi regimi di funzionamento a causa delle notevoli quantità di reflui domestici in arrivo, determinati dal maggior consumo di acqua da parte dei numerosi turisti e residenti».
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