Gioco
Nuovo nido di Caretta Caretta sulla spiaggia di Rimigliano
Il trasferimento da Castiglioncello è stato coordinato dalla Capitaneria di porto All’opera i volontari di Tartamare e Wwf, realizzata una recinzione a protezione
SAN VINCENZO
Arrivano da Castiglioncello le 64 uova di tartaruga Caretta Caretta messe al sicuro nella sabbia della spiaggia di Rimigliano, a San Vincenzo, e la cui schiusa è prevista a fine settembre. Il trasferimento del nido dalla baia di Santa Lucia a Castiglioncello è stato fatto la notte del 14 agosto, sotto il coordinamento della Capitaneria di porto, grazie ai volontari di Tartamare e Wwf. Alla fine della passerella di legno dietro la pizzeria Al Tramonto è stata tirata su la recinzione a protezione, nella stessa posizione del nido dello scorso anno.
I volontari hanno creato una prima recinzione e oggi il Comune di San Vincenzo provvederà a realizzare quella definitiva. Si ricorda che è severamente vietato oltrepassare la recinzione installata.
«Dopo mille peripezie abbiamo messo in sicurezza anche il nido di Santa Lucia – affermano i volontari Tartamare –. Il caso di questo nido è in effetti molto particolare, poiché il sito presenta una spiaggia poco profonda che in caso di mareggiata viene completamente inghiottita dalle onde, come abbiamo potuto verificare nei mesi di costante monitoraggio». A chi si chiede perché mamma tartaruga ha scelto proprio la Bai a di Santa Lucia da Tartamare chiariscono che «capita che a volte la tartaruga sbagli posto. Questo avviene per motivi naturali oppure per un disturbo causato dall’uomo. In questo specifico caso la cosa più probabile è che su questa spiaggia ci sia nata, 30/40 anni fa o anche di più, in un tempo in cui la costa presentava caratteristiche morfologiche diverse da quelle attuali». e ciò in considerazione del fatto che «le tartarughe marine tendono a nidificare nello stesso luogo dove sono nate».
Il trasloco delle 64 uova è stata un’operazione delicata «da mettere in atto tempestivamente al ritrovamento di un nido a rischio. Il suo successo è strettamente legato alla tempestività delle operazioni». Scelta che ha fatto tesoro dell’esperienza di due anni fa quando peri ritardi con cui fu deciso il trasloco di due nidificazioni portò alla loro distruzione. Prima una violenta mareggiata e a seguire l’intervento in urgenza, in condizioni definite «tutt’altro che ottimali – dai volontari Tartamare –, con uova che erano rimaste in una camera completamente inondata per molte ore e quindi seriamente compromesse», portò alla perdita di tutte le uova. —
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