Il Tirreno

Il commento / Parchi Val Di Cornia, gestione personalistica. Serve trasparenza

Cristiano Lozito
Il commento / Parchi Val Di Cornia, gestione personalistica. Serve trasparenza

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Le repliche dell’amministratore delegato della Società Parchi, Mauro Tognoli, e del sindaco Francesco Ferrari, non fanno che rafforzare il cuore dell’inchiesta pubblicata ieri dal Tirreno: le spiegazioni addotte a un uso personalistico e poco trasparente di una società pubblica che nelle intenzioni della giunta Ferrari avrebbe dovuto rivoluzionare le strategie turistiche della Val di Cornia, confermano l’opacità della gestione societaria. I fatti raccontati dal nostro giornale non sono «tristi illazioni», o una «denigrazione tout court», come li definisce il sindaco, ma elementi documentati rispetto a una gestione che, al momento, non solo non ha prodotto risultati apprezzabili, ma nemmeno ha consentito di chiarire chi fa cosa all’interno di quell’organismo.

Il geometra Tognoli – che nulla riesce a dire, per ora, sull’incompatibilità tra il ruolo di Ad e la carica di direttore generale – spiega di occupare la foresteria «a tempo determinato» (in piena estate, con una vista discreta sull’Acropoli), ma quel luogo ad altra funzione – di studio e ricerca – è storicamente deputato. E pare oltre tutto normale che finché è occupato – niente meno che dall’Ad – nessuno provi a chiedere di usufruirne, come sostiene Tognoli.

Sempre l’Ad spiega che i vini usati alla riapertura del bar del museo archeologico sono stati offerti dalla cooperativa di cui è presidente. Nulla di male (ma non bastavano gli ottimi vini della nostra zona?), se ci si fosse limitati a proporli all’inaugurazione, e non a esporli successivamente in una trentina di casse nel bar del museo.

Ma è il tema della scarsa trasparenza il più serio: sono gli altri due membri del cda, Roberto Grossi e Beatrice Massaza, a confermare di non essere mai stati «coinvolti né informati» di quanto accaduto. Ecco, questa alla fine è la questione di fondo: la Parchi non è di Tognoli né dell’amministrazione comunale di Piombino, e i cittadini hanno il diritto di sapere come viene gestita. —

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