La protesta
L’ex associazione Atan: «Danno ambientale eliminare il canneto»
nisporto
C’è anche un’associazione, operativa negli anni passati, l’Atan (Associazione per la tutela ambientale di Nisporto istituita nel 1989) che scende in campo a difesa del canneto di Nisporto, oggetto fino a qualche giorno fa di sfalcio che l’avrebbe abbattuto definitivamente, intervento poi sospeso davanti alle protesta di bagnanti e residenti. Nel ciclostile in quattro lingue distribuito agli ospiti si diceva di essersi i soci autotassati per poter pulire quotidianamente la spiaggia e lo specchio acqueo e creare la delimitazione, analizzare le acque. Gli iscritti chiedevano la collaborazione dei fruitori del litorale invitandoli a non sporcare sia la spiaggia sia l’ambiente. E rispettare il canneto e li aiuole. Fra i fondatori di Atan c’è Marta Giordani. La quale, sulla sua pagina Fb scrive: «Molti anni fa, nel 1989 a Nisporto, costituimmo – scrive – un’associazione per la tutela dell’ambiente, per vari anni molto attiva e partecipata da tanti ospiti, oltre ai residenti. Uno degli scopi era la tutela del nostro bellissimo canneto che, insieme alla fornace della Ballerina, ha sempre fatto da cornice alla nostra amata spiaggia. Utile barriera in caso di forti venti, ombra naturale nei momenti più caldi dell’estate, con dentro bei papaveri gialli e finocchio marino, insomma, un’oasi da proteggere. Ogni anno a primavera lo tagliavamo e ripulivamo da ciò che vento e mareggiate vi avevano depositato, così in stagione era bello e rigoglioso».
Fino a quando una bella mattina di fine luglio scoprono una ruspa in azione, già prima delle 7, per radere al suolo le canne, lasciando la spiaggia “nuda” e sguarnita, spettacolo molto sconcertante. «Mi viene spontanea la domanda: Ma bisognava aspettare il Ferragosto per fare questo regalo ai bagnanti? E verrà distrutto tutto completamente come il pezzo fatto fino a ieri? ». —
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