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Pochi servizi e tanti disagi Appello dei sindaci all’Asl

m.m.
Pochi servizi e tanti disagi Appello dei sindaci all’Asl

Lettera all’Azienda sanitaria dei primi cittadini di Suvereto e Monteverdi «Dal 18 maggio non siamo tornati ai già deboli livelli di prima del Covid»

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suvereto

Si sentono trascurati. Anzi, dimenticati. Le norme di contenimento del rischio di contagio da covid-19 hanno solo fatto da cartina di tornasole della situazione già critica dei servizi socio sanitari. È questo lo stato d’animo che esprimono a una sola voce i sindaci di Suvereto Jessica Pasquini e di Monteverdi Marittimo Francesco Govi, facendosi interpreti di un malumore che è sempre più crescente. In sostanza, chiedono risposte all’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest su servizi e investimenti.

«Dalla conclusione del lockdown il 18 maggio – affermano Pasquini e Govi – non siamo ancora tornati ai già deboli livelli di servizi pre-covid, né le risposte fornite sono sufficienti a garantire i cittadini dei nostri comuni, con una popolazione in larga parte anziana che non ha le possibilità di accesso alla rete di servizi informatici, che comunque non sono adeguatamente comunicati e spiegati».

Tra l’altro anche l’esperienza delle Botteghe della salute, che dovrebbe facilitare l’accesso a servizi online come le prenotazioni e il ritiro dei referti, a partire dagli esami di laboratorio, non ha sortito gli effetti attesi. A Monteverdi non è mai partita, due giovani donne arrivate tramite il Servizio civile dopo meno di un mese hanno dato forfait. Mentre a Suvereto si procede con molti bassi e pochi alti a trovare il giusto regime di apertura dello sportello in via Magenta.

La premessa è difendere la specificità delle realtà che sono chiamati ad amministrare. Due piccoli comuni che «sono l’ossatura della nazione», dicono richiamando il principio sancito dalla legge 158 del 2017. Due realtà dove il sistema dei servizi essenziali è indispensabile per contrastare lo spopolamento.

La pandemia «ci ha insegnato una volta di più il valore delle piccole realtà, dove lo stile di vita ha sfavorito la diffusione massiccia del contagio – affermano Pasquini e Govi –. Contrariamente a tutto questo, si continua a registrare invece un continuo depotenziamento dei servizi essenziali quali quelli socio-sanitari con riduzione delle prestazioni erogate, riduzione degli orari di apertura al pubblico, situazione aggravata dalle norme anti-covid, anche senza nessuna previsione di investimento né ammodernamento sui distretti». E chiedono all’Asl di conoscere quali siano i piani sui distretti socio sanitari di prossimità. — m.m.

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