Gioco
Dj, acustico oppure niente concerti: anche tra i locali tutta un’altra musica
Le restrizioni dovute al Covid hanno rivoluzionato le abitudini. Situazioni e scelte diverse per molti gestori sul fronte live
PIOMBINO. Estate fa rima con cibo e musica all’aperto. Almeno prima del Covid-19 che ci ha costretti a casa, per liberarci alle porte della bella stagione con una serie di restrizioni. A fatica e con qualche incertezza, i locali hanno riaperto tutti, ma sulla questione della musica dal vivo le situazioni e le scelte sono state diverse. È ripartito con la musica il Lago Verde, immerso nel parco di Rimigliano, cambiando però modalità. Non più live, ma dj set. «Avremmo anche potuto fare come sempre i concerti – spiega Francesco Bagni, titolare con Roberto Barzagli – Le restrizioni però davano un bel da fare. Forse avremmo potuto realizzarli con biglietto, entrata numerata e altro, ma alla fine abbiamo preferito dare un’estate sabbatica alla cultura live, approfondendo il dj set sempre con artisti di spessore. L’idea è di far capire meglio chi sono i frontman di ogni gruppo, da dove vengono, le loro passioni. Abbiamo cambiato modo, ma io sono ugualmente contento. Diffondiamo comunque la nostra musica e la nostra arte. D’altra parte, viviamo in un momento di terrore, siamo costretti a dare informazione e maggiore attenzione. Per ora è andata bene. Siamo felicidi aver potenziato la cucina. E poi ci stiamo divertendo di più. Siamo anche meno stanchi rispetto alle passate stagioni. Questa per il Lago Verde è un’estate più raccolta, ma fortunatamente anche le persone che vengono da noi hanno capito. Comunque abbiamo anche il sabato e la domenica gli steward per il mantenimento delle distanze, da mezzogiorno a chiusura. Il dj set lo facciamo tutti i sabato dalle 18 alle 2 – continua Bagni – E poi c’è il record shop, pure quello risultato del Covid, anche se era da un paio d’anni che se ne parlava. Sta andando benissimo, tanti i vinili venduti, e stiamo già pensando ad allargarlo il prossimo anno. Inoltre, anche per il futuro vorremmo abbassare un po’ i volumi, non facendo tutti i sabati live. Fissare soltanto 3-4 date per l’estate, e fare dj set con artisti importanti, anche stranieri».
Ha ripreso a fare musica anche Il Barrino di viale del Popolo. «Certo, reinventandoci e adattandoci alla nuova situazione – dice Cesare Bonanni – Anche perché, hai voglia a girarci intorno, ma l’emergenza c’è stata, c’è e ci sarà, e penso che dovremo conviverci. Le misure che abbiamo adottato vedono al primo posto il distanziamento sociale, come tutti. Poi molto importante è la sensibilizzazione, perché se facciamo capire che noi gestori per primi siamo attenti alle precauzioni, pure la gente si comporta bene. Inoltre abbiamo assunto a nostre spese la sicurezza, elemento indispensabile. Quanto alla musica in senso stretto, avevamo cominciato un percorso anche con deejay. Poi abbiamo preso la direzione di soli gruppi dal vivo, e principalmente acustici. Non è il periodo giusto per fare i dj set, associabili al ballare, così da ridurre inevitabilmente il distanziamento. Trovo sia un messaggio pericoloso. Adesso c’è musica più coinvolgente, più adatta all’ambiente».
Musica anche al Baricche, al porticciolo di Marina. «La scelta è chiaramente un po’ cambiata – afferma Simone Frau – Al di là di chi possa avere più o meno seguito, abbiamo preferito non chiamare i gruppi. Parlo per lo spazio che ho io per fare musica, limitato, e gruppi di 4-5 elementi avrebbero creato già di per sé assembramento con distanziamento inferiore al metro. L’unico gruppo che abbiamo avuto è stato il 31 luglio, per il resto acustico magari, one man band con chitarra, o comunque al massimo un trio. Niente di esagerato. Parlando con vari artisti, fra l’altro, ho saputo che, durante il lockdown, hanno cambiato loro stessi un po’ il repertorio, riscritto scaletta, magari pezzi più acustici, meno popolari, in modo da non creare assembramenti con ballo. Il Baricche ha la fortuna di avere avuto l’aumento di suolo pubblico. Abbiamo perciò gli stessi tavoli dell’anno scorso e anche i fruitori del bar hanno un distanziamento a norma. Più che fisica, comunque, la difficoltà è mentale. Anche alla delibera del 15 giugno per l’attività musicale, per prendere la decisione di fare o meno musica, c’è voluto qualche giorno di ragionamento. Poi siamo partiti, anche se in modo soft».
Solo musica in filodiffusione e nessun live invece per il Nano Verde, sulla costa est. «Non facciamo nulla – dice il gestore, Lorenzo Andreoni – Non possiamo gestire le persone che ballano o meno. Normativa alla mano che vieta il ballo, ogni volta che fai eventi, dovresti mettere a sedere le persone. Per noi sarebbe impraticabile. Il problema non è tanto chiamare un gruppo o un dj, ma è tenere le persone. Per questo non abbiamo eventi in programma. Solo musica d’ascolto. Poi ognuno fa quel che vuole, ci mancherebbe. Per come la vedo io, tuttavia, o fai eventi belli, come sta facendo in questa estate il Comune, con la gente seduta, oppure niente. Se noi facciamo un evento, non lo facciamo ovviamente per 50 persone, ma per centinaia. Ci vorrebbero così 30 persone solo per la sicurezza. Sul mare non è praticabile. Poi dipende da cosa si vuol rischiare. Io nulla, e lo dico a malincuore. Il Nano Verde è un posto che fa tanti eventi. In questo momento però no. Una volta che cambierà la normativa ripartiremo, adesso è prematuro». —
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