Sicurezza
Alla Sagra del cinghiale tra cucina e tradizione
suvereto
Si tiene da oltre 50 anni, grazie allo straordinario impegno delle associazioni e delle centinaia di volontari, organizzati dall’Ente Valorizzazione Suvereto, a cavallo tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre ed è una delle sagre più vecchie e più conosciute della Toscana, che ogni anno attira migliaia di visitatori.
Nata come Sagra del Cinghiale è una festa dell’inverno e della caccia, ne celebra i sapori forti e i piatti sostanziosi, in primo luogo il cinghiale, con tutto quello che lo accompagna: le pappardelle, la polenta, i fagioli, le olive, i sughi saporiti. Ma siamo anche nella stagione dell’olio nuovo, che accompagna il tutto con il suo gusto sapido e rotondo. E infatti, mentre sulla grande griglia all’aperto arrostiscono quintali di bistecche, di salsicce e di rostinciana, in tutto il paese si degustano il verdissimo olio extra vergine appena franto e gli straordinari vini della Val di Cornia, ormai affermati a livello internazionale, ma che qui, nella terra che li produce e con i piatti della grande cucina dell’Alta Maremma, esprimono il meglio di sé. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google