Gioco
Da martedì le foto Lo storico Carrara: «Quelle immagini, ricordi preziosi»
«Chi ignora il passato non sa niente neanche del presente Luoghi, situazioni, fabbriche, che non possiamo dimenticare»
piombino
Da martedì prossimo 11 agosto decolla l’iniziativa del Tirreno, che per quattro giorni alla settimana distribuirà gratuitamente con il giornale 16 fotografie del passato di Piombino e del comprensori. Foto della nostra comunità che sicuramente riporteranno alla mente luoghi e anche persone il cui ricordo purtroppo nel tempo sbiadisce. Questo non deve succedere.
Oggi ospitiamo l’intervento di Mauro Carrara, storico competente e molto conosciuto, che ha rilasciato il suo pensiero sulle fotografie presto in edicola.
«Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla neppure del proprio presente, è una frase che si sente spesso ecco perché iniziative come questa hanno ancora valore. Nel mio caso anche sollecitare la memoria di situazioni e persone...Già dalla prima delle immagini, la più “antica” dedicata alle Fonti di Marina, fonte delle Serpi in amore che per mille anni ha dissetato chi viveva qui. Si vede il caratteristico acquaiolo, venditore ambulante di acqua da bere che dopo aver riempito la botte andava in giro gridando la sua presenza in strada e per pochi centesimi riempiva un secchio o una bottiglia. Bella foto anche quella di piazza Gramsci, col vigile al centro sulla pedana... mi ricordo il “castagnaccio” il marciapiede rotondo dove le persone sostavano per discutere o commentare i fatti del giorno. Simpatico rivedere a sinistra l’Excelsior dove si prendeva il frappè o la granita. Altri tempi ma ecco perché la memoria vale, ci fa ricordare anche la gioventù! Grazie alle immagini è possibile seguire l’evoluzione di corso Italia nel tempo. All’inizio pochissime macchine, due, qualche bicicletta e tanta gente a piedi. In pochi decenni il progresso ha sovvertito gli usi e tutti si sono adeguati con rapidità. L’auto è diventata di dominio pubblico, in tanti hanno puntato alla gita fuori porta lasciando la città. Bella spiaggia di Salivoli, prima della Seconda guerra mondiale la preferita dall’elìte della città che si era fatta costruire le ville su lungomare Marconi. Qui si vede la spiaggia affollata e non ci sono più i bagnetti costruiti, sempre per la delizia delle “persone bene”, ai primi del Novecento e poi demoliti a metà anni Cinquanta: in tanti mi hanno raccontato che, a ridosso della palafitta, c’era ancorata una barca che serviva per brevi escursioni». «Poi il porto, che è stato un volano per l’economia cittadina, dai primi bastimenti “Pola” e Limbara, poi “Porto Azzurro” e “Portoferraio”. Un certo movimento turistico per l’Elba che poi è esploso. Ho lavorato per 40 anni per la Compagnia Portuali di Piombino e ricordo bene quando, nel’56 con la nave “Aethalia”, le statistiche hanno segnato circa tre milioni di passeggeri tra arrivi e partenze per l’Elba». «In questo momento dove si fa un gran parlar male anche delle fabbriche... bene trovare belle foto che raccontano altro. Tra gli anni ’50 e ’60 Ilva e Magona hanno portato molto più oltre lavoro. Una delle foto mostra la partenza dei bambini per la villeggiatura, soggiorni sempre ben curati sotto tutti gli aspetti. Grazie alle Acciaierie un mese sulla montagna pistoiese, con la Magona a Vallombrosa, ci sono stato anch’io. Tante le attività sportive e culturali grazie al Circolino acciaierie. In uno scatto ci sono i ragazzi della pallanuoto, riconosco gli amici Papi, Parra Muoio, Fatabene... ma c’era anche la squadra di pallacanestro. Un’immagine ricorda i premiati con le borse di studio... sì perché davvero tante erano pure le attività culturali. Al Circolino abbiamo ascoltato “Chet” Baker, Severino Gazzelloni, visto eccezionali attori di prosa e cinema. Formidabile l’attività letteraria delle Acciaierie, che editavano libri di buon livello e notevole spessore: i dipendenti potevano acquistarli per poco e ,a volte, li ricevevano in dono. Non si produceva solo acciaio, ma anche cultura per tutti». —
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