Il Tirreno

Elba, paradiso da esplorare

Sua maestà Gheppio, è lui il padrone del Volterraio

Tre scatti del fotografo naturalista di Antonello Marchese (Elbafotonatura.com) di un Gheppio immortalato nei pressi del castello del Volterraio . Il fotografo e guida ambientale ha scritto un articolo divulgativo sul rapace elbano con l’ornitologo Giorgio Paesani
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Tre scatti del fotografo naturalista di Antonello Marchese (Elbafotonatura.com) di un Gheppio immortalato nei pressi del castello del Volterraio . Il fotografo e guida ambientale ha scritto un articolo divulgativo sul rapace elbano con l’ornitologo Giorgio Paesani

Il fotografo naturalista Antonello Marchese e l’ornitologo Giorgio Paesani hanno dedicato un articolo divulgativo al piccolo rapace osservabile all’Elba

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PORTOFERRAIO. È il padrone indiscusso del castello del Volterraio, dalle cui pendici scruta la rada di Portoferraio e il mare dell’isola d’Elba. Stiamo parlando del Gheppio, un piccolo falco che da alcune decine di anni a questa parte è divenuto più presente e facile da avvistare, grazie alla normativa vigente che lo inquadra come specie particolarmente protetta. A lui hanno dedicato un articolo divulgativo il fotografo naturalista e guida ambientale Antonello Marchese e l’ornitologo Giorgio Paesani, in modo da rendere alla portata di tutti la conoscenza di un animale che si può osservare nelle campagne isolane, «posato sui cavi elettrici e telefonici o in volo, spesso fermo nel cielo – racconta Marchese – battendo velocemente le ali per sostenersi mentre scruta il terreno in cerca di prede, nella famosa posizione dello “spirito santo”, e allo stesso modo nelle giornate ventose, sempre immobile, sostenendosi invece sulla corrente aerea senza necessità di muovere le ali più di tanto».

«Per esperienza posso dire – aggiunge Marchese – che in genere non è proprio facile da fotografare, in quanto giustamente diffidente del genere umano, con la sua vista acuta nota ogni movimento sospetto, anche di chi, seppur con buone intenzioni lo tiene nel mirino della macchina fotografica: il fotografo deve essere ben mimetizzato e quasi “invisibile” per immortalare il rapace, a meno che non si disponga di un potente teleobiettivo che riesca ad avvicinare molto il soggetto da ritrarre. Una volta girando per le campagne portoferraiesi in auto mi sono imbattuto in un gheppio immobile su un piccolo ulivo che probabilmente puntava qualche preda. È buffo come gli animali in generale temano l'uomo ma ignorino i veicoli e gli ospiti dentro di essi … e così afferrai rapidamente la macchina fotografica, che deve essere sempre a portata di mano, riuscii a scattare un'immagine ravvicinata del piccolo falco. Qualche mese fa, quando gli italiani e gli elbani erano tutti chiusi in casa e la natura cercava di riprendersi i suoi veri spazi un gheppio cacciava frequentemente a Portoferraio nella zona del campo sportivo del Carburo, spingendosi anche su Via Manganaro e dintorni.

Il Gheppio (Falco tinnunculus) è un falco di piccole dimensioni «caratterizzato dal piumaggio marrone con barrature e gocciolature più scure, la coda è fittamente barrata e presenta una caratteristica banda terminale nera più pronunciata e ben visibile in volo. I piumaggi di maschio e femmina sono piuttosto diversi, col primo che sfoggia testa e coda di un bel grigio perlato e un evidente color mattone sulla parte superiore delle ali e della schiena. Femmine e giovani sono molto simili tra loro e distinguibili solo da un occhio veramente esperto – spiega l’ornitologo Giorgio Paesani – Le coppie occupano ogni anno un sito di nidificazione preferito, iniziando ad annunciare la loro presenza con voli circolari di coppia e frequenti richiami “tintinnanti”. È un rapace molto adattabile e frequenta una vasta gamma di ambienti, dai pascoli sommitali alle paludi costiere comprese città e piccoli centri abitati. Tra i rapaci diurni è quello che maggiormente si è adattato alla dilagante presenza umana occupando regolarmente zone anche molto antropizzate come i centri storici e le grandi metropoli. Di solito lo si vede dove ci siano spazi aperti, coltivazioni, parchi e giardini pubblici, zone coperte di vegetazione rada dove poter cacciare». 

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