Attenzione
Monterufoli e Caselli Un’altra estate persa al Centro ambientale
Lavori in ritardo all’ex casa di caccia dei Della Gherardesca a alla Villa delle Cento stanze. Obiettivo aprire in autunno
Monteverdi
Non riuscirà a decollare nemmeno quest’estate il Centro di educazione ambientale della Riserva naturale di Monterufoli-Caselli, con le annesse strutture ricettive. Il lockdown ci ha messo del suo bloccando lavori già in corso sia alla ex casa di caccia dei Della Gherardesca che alla Villa delle Cento stanze. Però anche l’uomo ha fatto la sua parte: a Caselli l’impianto idraulico è da potenziare, le cucine sono state completate ma gli attacchi sono da rifare perché sbagliati. A Monterufoli il deposito dell’acqua è ancora da costruire.
«Riusciremo ad inaugurare la struttura a ottobre?», si chiede senza poter dare una risposta Fabio Guiducci, presidente della Onlus Insieme che da un paio d’anni è stata incaricata dall’Unione montana Alta Val di Cecina di gestire le due strutture. «Alcuni importati interventi sono stati completati – prosegue – come alla Cento stanze dove è stato sistemato il tetto e sono ultimati i lavori di verniciatura, mentre a Caselli sono stati realizzati il parcheggio interno all’area protetta, il paddok e l’area di sgambamento per i cavalli, in vista delle escursioni lungo l’ippovia».
La riserva naturale è un tutt’uno, ma è distinta in quanto si estende su due diversi comuni: Caselli è in quello di Monteverdi, Monterufoli è sotto Pomarance. Distinti sono anche i varchi d’ingresso, preclusi alle auto da una sbarra con lucchetto, ma sempre accessibili a pedoni e ciclisti. E qui il presidente della Onlus evidenzia un altro problema: «Le strutture ricettive sono molto lontane dagli ingressi, quando arrivano gli ospiti prenotati, in auto o in pullman se gruppi organizzati, per farli entrare bisogna alzare la sbarra: come si fa se il personale è lontano? Occorre installare ai varchi un sistema di radiocomando, azionato dall’interno delle strutture d’accoglienza». Al momento non c’è urgenza, visto che le attività ricettive non sono in funzione, ma l’intervento è necessario in previsione dell’arrivo dei primi ospiti. Si spera alla fine dell’estate, nella peggiore delle ipotesi la prossima primavera. E quello sarà un grande giorno, metterà fine a decenni di abbandono, di progetti bellissimi ma inattuati, di trasferimenti burocratici interminabili dalla Regione all’Unione montana. Che oggi, il neo-presidente Francesco Govi, sindaco di Monteverdi, impegna a realizzare con assoluta priorità tutto quanto serve al decollo di Caselli e Monterufoli.
Intanto l’Onlus lavora per non trovarsi impreparata quando verrà tagliato il nastro. «Stiamo costruendo un progetto di marketing con il Siaf e la Cassa di risparmio di Volterra – dice Guiducci – per far conoscere il Centro di educazione ambientale e le sue strutture ricettive alle università del mondo. Lavoriamo anche a un programma salute da svolgere nella riserva naturale e finalizzato al potenziamento della salute pubblica. Chiederemo alla Regione di farlo proprio e di trasferirlo alle Asl del territorio e ai cittadini». Visti i precedenti, aprire in autunno Caselli e Monterufoli ai primi corsi ambientali sarebbe già un grosso successo. — g.p.
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