Toscana
Ex chierichetto disegna un quadro per ricordare il parroco Don Gianni
portoferraio
Ad un anno dalla prematura scomparsa di don Gianni Mariani, Fabrizio Puccetti ventottenne portoferraiese, uno dei chierichetti del compianto parroco della chiesa di San Giuseppe, ha realizzato un pregevole dipinto di un metro per 80 cm, in stile surrealista, dedicato proprio a Dongi. Era questuo il nomignolo affettuoso con cui il tecnico termo idraulico chiamava il suo padre spirituale. «È stato un gran prete, sempre pronto ad ascoltarti, a dialogare, ad ogni ora del giorno e mi dava dritte per la vita. Un parroco purtroppo da anni ammalato, che dopo aver avuto la sentenza che gli rimaneva poco da vivere, è tornato all’Elba per morire dove aveva svolto la sua missione religiosa, riabbracciando così i suoi parrocchiani e gli amici, per l’ultima volta». E vediamo le caratteristiche di questo notevole dipinto. «Don Gianni. – spiega Fabrizio che si ispira alle tecniche di De Chirico e Dalì – era del nord, di Pavia, ma era diventato un vero isolano e quindi l’ho rappresentato sopra una barca e la sua chiesa di San Giuseppe è in mezzo al mare, essendo un porto sicuro a cui Dongì voleva far giungere tutti e col braccio indica chi guarda il dipinto, come per dire “Ecco, vieni pure tu”. La barca e le altre nel mare intorno alla chiesa, dicono della la sua ricerca continua delle anime da portare alla salvezza con l’incontro con Dio. Sull’imbarcazione c’è il simbolo della Messa, dell’eucarestia, il calice, poi il pane nutrimento del corpo, ma in realtà dello spirito ed esprime le buone cose che lo stesso prete ha saputo dare a tutti noi. Ho messo anche dei libri emblemi delle altre parrocchie che Dongi ha gestito nel passato, a San Piero, Sant’Ilario, a Marina di Campo alla chiesa di San Gaetano e San Gaudenzio di Pianosa, dove lui incontrò Madre Teresa di Calcutta insieme al vescovo Comastri». Il bel dipinto, grazie a don Domenico Pinheiro, l’erede di don Gianni a San Giuseppe di Carpani, verrà collocato nella sala parrocchiale, dove il prete pavese avviò anni fa, la mensa per i più poveri, offrendo, grazie alla Caritas e ad altri volontari, un pranzo ogni giorno a 30-40 persone bisognose. Il tecnico è un autodidatta della pittura e in concreto fu proprio il parroco di san Giuseppe a spingerlo ad approfondire il suo talento, e infatti il giovane si è affidato anche agli insegnamenti del noto artista Luciano Regoli, col quale ha affinato le tecniche. E il pittore classico diceva a Fabrizio: “Disegna sempre dal vivo il soggetto che scegli, per avere la possibilità di rappresentare le emozioni che ti dà”. Dal 3 agosto le opere surrealiste di Puccetti, saranno esposte alla Telemaco Signorini di Calata Mazzini. «Sono stato uno dei suoi chierichetti – conclude Fabrizio – un grande onore per me. Ricordo episodi simpatici, perché a don Gianni piaceva scherzare. Una volta una donna venne in sacrestia con un bimbo in braccio, che sorrise a Don Gianni, . Mi disse: «Vedi come è bello questo bimbo, l’ho battezzato io». —
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