La protesta
In cerca di una soluzione per l’emergenza abitativa
Il sindaco Zini illustra la situazione, compreso il caso di via della Regina Tutte accolte invece le 70 domande per un contributo sugli affitti
portoferraio
Se sull’emergenza abitativa la fatica a dare risposte è tanta, per il contributo affitti quest’anno il percorso fatto da Portoferraio ha portato buoni risultati. Il Comune è riuscito a incrementare i contributi, visto anche il bando straordinario fatto dalla regione Toscana per l’emergenza Covid, che prevedeva contributi per tre mensilità. A Portoferraio sono arrivate 70 domande che potranno essere tutte accolte visto che il contributo arrivato da Firenze ammonta a 38mila euro.
«Anzi – fa presente il sindaco di Portoferraio, Angelo Zini – L’impegno è stato minore, quindi rimarrà un residuo che andrà a finire sull’altro contributo che la Regione ci dovrà dare, quello ordinario per gli affitti del 2020».
Il Comune metterà 50-60mila euro (triplicando il budget degli altri anni)che con i soldi della Regione diventeranno circa 80mila. Inoltre nel 2020 è stato liquidato anche il contributo affitti di circa 40mila euro per il 2019, in piena emergenza Covid. «Mediamente - dice il sindaco - con contributo ordinario erogavamo sui 1200-1300 euro a famiglia che noi, ora, pensiamo di raddoppiare».
Molto più difficile rispondere alle richieste di alloggi e all’emergenza abitativa. Uno dei problemi delle ultime settimane riguarda la palazzina in via della Regina da cui già lo scorso anno erano state fatte uscire tre famiglie che il Comune ha trasferito in altrettanti alloggi (praticamente requisiti a Casalp). Ora altre quattro famiglie devono uscire perché la palazzina deve essere messa in sicurezza. «Siamo intervenuti con Casalp – spiega Zini – facendo fare un intervento di messa in sicurezza con sostegni nei solai e al piano terra per impedire pericolo reale immediato, però lì necessitano lavori di ristrutturazione totale». La casa deve essere liberata, quindi è stato fatto un atto di indirizzo che interrompe la graduatoria per l’assegnazione delle abitazioni, per dare la precedenza alle quattro famiglie. Una entro il mese di agosto sarà già trasferita in un alloggio in cui sono in corso i lavori. Ci sono poi altri 7 appartamenti liberi. In 2 ci sono lavori in corso, in 3 sono stati quantificati i lavori e 2 in deve essere ancora fatto il preventivo dei costi dei lavori. «Abbiamo soldi disponibili per accelerare le procedure – annuncia il sindaco - le risorse per i lavori le anticipiamo noi, attraverso l’utilizzo del canone che Casalp ci deve dare ogni anno per l’utilizzo degli immobili. La loro tempistica sarebbe troppo lunga mentre così i lavori si fanno in tempi rapidi. Entro settembre ottobre dovremmo avere a disposizione gli alloggi e questo consentirà di sistemare le famiglie della palazzina e altre della graduatoria».
Resta sempre il problema dell’emergenza abitativa, quella che avrebbe bisogno di una struttura dove collocare temporaneamente chi è in difficoltà, in attesa di una soluzione. «Il Comune non ha una struttura che può essere utilizzata per queste situazioni - considera il sindaco - dove la gente può stare per poco tempo. L’ipotesi, non semplice, è comunque di realizzarne una. Ad esempio la palazzina che dobbiamo ristrutturare potrebbe essere tolta dall’Erp e al suo interno definire minialloggi o posti letto che potrebbero servire a questo scopo. Abbiamo anche altri immobili da recuperare, altrimenti diventeranno fatiscenti. È da valutare». —
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