Toscana
Barriere architettoniche Anziano imprigionato in casa
rio elba
«Mi avevano promesso che in una decina di giorni avrebbero rimosso il problema e finalmente abbattere le barriere architettoniche in via Saffi. Ma fino a ieri niente è successo. Mi sento presa in giro e, per far valere le mie ragioni, mi rivolgo oggi al vostro giornale». Così dichiara Aurora Ciuti, pensionata fiorentina che ha acquistato un appartamento nell’ex paese minerario per ripararsi dal caldo afoso di Firenze e trascorrere dei lunghi periodo nella buona stagione con suoi marito.
Il coniuge è costretto a muoversi in carrozzella ed è proprio per facilitare la vita al marito che aveva fatto richiesta all’Ufficio tecnico del Municipio di una pedana da poterla usare quando si muoveva con il marito. Via Saffi si trova nella parte bassa del paese ed è prossima alla sorgente dei Canali.
Nelle passate amministrazioni è stata completamente rifatta con una serie di scalini per facilitare le persone quando scendono da via Nardelli, oppure dai Lavatoi pubblici e dai Canali si tratta di risalire. Ottima cosa che aiuta molto le persone che non hanno problemi di ambulazione. Ma quando si tratta di scendere (oppure risalire, in funzione delle necessità) con una carrozzina ecco che sorgono i problemi.
«Per fortuna che mi appoggio a un badante – continua sempre la signora fiorentina –. Se non ci fosse lui non saprei cosa fare e mi troverei costretta a rinunciare all’appartamento comperato e quindi disertare questo paesino, che è così caratteristico e d’estate fresco. Non chiedo affatto la luna, ma semplicemente un diritto che è stato riconosciuto alle persone cosiddette diversamente abili. E speriamo – conclude Aurora Ciuti – che questa volta sia la volta buona». —
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