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Sindacati in allarme «Sulla vertenza Jsw dalla politica c’è silenzio assoluto»

Sindacati in allarme «Sulla vertenza Jsw dalla politica c’è silenzio assoluto»

Piombino, segnalano conflitti interni all’azienda sul nuovo progetto e che il 24 luglio è scaduto il periodo di sorveglianza

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PIOMBINO. «C’è un silenzio assoluto della politica sulla vertenza Jsw». È quanto sottolineano le segreterie dei sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm dopo le dichiarazioni del ministro Stefano Patuanelli del 3 giugno al margine dell’incontro in videoconferenza con Sajjan Jindal in cui annunciava che le acciaierie di Piombino si inseriscono nell’ambito del piano nazionale per un nuovo modello di siderurgia ecosostenibile, dopo la visita del sottosegretario Alessia Morani allo stabilimento del 10 giugno e l’incontro in videoconferenza con il ministero dello Sviluppo economico del 12 giugno.

«Abbiamo giudicato positivamente la nomina a vicepresidente esecutivo di Marco Carrai, a cui sono state affidate tutte le deleghe – sottolineano i sindacati –, perché lo stabilimento aveva necessità di un cambio al vertice e la figura individuata ha le caratteristiche e il profilo utile alle necessità dello stabilimento, contatti e relazioni di rilievo con politica e finanza».

Nel primo incontro tenuto la scorsa settimana, Carrai ha assicurato di avere la volontà di rilanciare il sito di Piombino «confermando di essere in trattativa con soggetti istituzionali e privati, per sostenere il suo progetto che stava verificando avvalendosi di consulenti di comprovato talento in campo siderurgico come il professor Carlo Mapelli. Al contempo, riservandoci di avere un incontro come segreterie Fim, Fiom e Uilm, per entrare nei dettagli, abbiamo anticipato che all’interno dello stabilimento si respira un clima di completa incertezza e comprensibile timore per il futuro da parte dei lavoratori, mentre le indiscrezioni parlano di conflitti interni tra i membri della dirigenza, con visioni di progettualità industriali contrastanti tra loro».

Le segreterie dei metalmeccanici sottolineano che «il 24 luglio è scaduto il periodo di sorveglianza che il sindacato aveva chiesto di prorogare e che il sottosegretario aveva confermato fosse anche la volontà del Governo». Che aggiungono: «Riteniamo che sia giunto il momento da parte di tutti di giocare a carte scoperte, capire chi ha l’obiettivo, o tiene il gioco di chi ha l’interesse a fare morire definitivamente lo stabilimento di Piombino, tenendo da oltre 11 anni il territorio in questo tragico limbo, e chi al contrario ha un reale interesse a rilanciare un sito industriale come il nostro, il solo che produce rotaie in tutta Italia, uno dei pochi con ampi spazi portuali e con fondali a meno 20 metri, con la possibilità di fare sinergie con altri importanti stabilimenti attigui e l’opportunità di avere un’acciaieria elettrica sul mare con tutti i vantaggi competitivi rispetto ad altre, che sono facilmente intuibili».

Mettono in fila i passaggi e ricordano che «il territorio, i lavoratori e le organizzazioni sindacali non sono interessati a piani che non prevedano la salvaguardia della completa occupazione, e se queste fossero le volontà del gruppo Jsw o quantomeno di alcuni suoi uomini, si sappia che le contrasteremo con tutte le nostre forze e troveranno un clima di totale ostilità». E concludono: «Ci aspettiamo una pronta convocazione del vicepresidente esecutivo Carrai al quale abbiamo tutta una serie di domande che richiedono risposte, come la liquidità per rivitalizzare la produzione, i tempi e l’entità degli investimenti sui treni, quale strumentazione si pensa di attivare per la partecipazione delle leve pubbliche e la conseguente accettazione della proroga della sorveglianza e sullo sfondo la strumentazione sociale per la tenuta occupazionale lasciando la ribalta alla ripresa del lavoro». —


 

 

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