La protesta
Bambina di 3 anni rischia di annegare salvata dal bagnino
La piccola in un attimo ha raggiunto l’acqua e stava bevendo Poi l’intervento risolutore, e la spiaggia ha applaudito il salvatore
portoferraio
Salvataggio al volo di una bimba di tre anni da parte del bagnino dello stabilimento Le Sirene sulla spiaggia delle Ghiaie. E quella che avrebbe potuto essere una tragedia, per la piccina e la sua famiglia, è invece stata solo una brutta esperienza grazie alla prontezza del bagnino Mattia Bicecci che in pochi secondi l’ha riportata sulla spiaggia. Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio. La piccola con la madre e la zia di origini napoletane ma residenti all’Elba era allo stabilimento, quando ad un certo punto si è buttata in mare. «Erano circa le 15 ed ero nella mia solita postazione – racconta Mattia- quando ho visto la bambina che prima era sulla spiaggia con la madre dirigersi verso l’acqua senza braccioli». In pochi istanti la corrente del mare la stava sopraffacendo e Mattia che subito si è accorto che la bimba era in difficoltà, si è immediatamente tuffato in acqua per riportarla sulla spiaggia dalla madre. «La bambina piangeva ed era spaventata – racconta il bagnino – aveva un po’ bevuto ma appena fuori dall’acqua è stata meglio, non ha capito bene cosa è successo, essendo così piccola, e non c’è stato neanche bisogno di alcun intervento di primo soccorso». Il bagnino ha comunque inviato una comunicazione, come prevede la prassi in questi casi, alla Capitaneria di Porto. Con i ringraziamenti della madre sono arrivati anche gli applausi della folla in spiaggia per Mattia, 29 anni, con lunga esperienza di bagnino ma che solo da quest’anno lavora nello stabilimento della spiaggia portoferraiese, una delle più frequentate in estate. Controlla lo stabilimento e tutela gli ospiti e si è trovato ad essere protagonista di una esperienza che senz’altro lascia il segno, «perché quando ti trivi di fronte a certi eventi non sai mai come va finire. Mi sento molto sollevato – racconta - perché quando mi sono tuffato per prendere la piccola non sapevo in quali condizioni fosse. Bastano pochi secondi perché la situazione degeneri e ci si trovi in difficoltà. Non ricordo neanche che cosa sentivo perché l’adrenalina mi spingeva soltanto a salvare la bimba. Difficile dire le sensazioni, ma sono felice di averla portato in salvo senza che abbia subito conseguenze, che a volte possono essere anche irreversibili». —
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