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Falesia di Buca delle Fate, sedici aree a rischio crollo

Manolo Morandini
Falesia di Buca delle Fate, sedici aree a rischio crollo

Piombino, riflettori accesi sulla costa dopo l’incidente che ha coinvolto due turisti. L’assessore Gelichi: «Nel caso di alcuni dissesti sono già in programma i lavori di sistemazione»

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PIOMBINO. Il prezzo del fascino è la sua fragilità. La costa rocciosa, con pareti a picco scolpite dalla lenta azione erosiva del mare, ha bisogno di cure. Continue. E di essere monitorata. Il pericolo di cedimenti e caduta massi è segnalato dai cartelli, che mettono in guardia. C’è tanto di carta geografica con il rosso a segnare il Promontorio di Piombino. E così fino alla radice della diga foranea del porto. Linee più o meno continue che demarcano i tratti instabili. S’interrompono solo per brevi tratti. Ma messe insieme fanno chilometri di costa. Un ambiente unico che è il risultato di una lunghissima evoluzione ma anche della mano dell’uomo. A riaccendere i riflettori è l’incidente del 28 luglio a Buca delle Fate dove padre e figlia sono stati coinvolti nel crollo di pietre venute giù dalla scogliera. Se la sono cavata con alcune escoriazioni e prognosi di una settimana.

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La mappa

Sul litorale piombinese sono 16 i tratti di mare in cui è vietata la fruizione ai fini della balneazione, sulla base dei dati forniti dal servizio Protezione civile del Comune di Piombino per la pericolosità geologica. Ovvero il rischio di cedimenti e frane. Un lungo elenco, riportato ogni anno nell’ordinanza che disciplina le attività balneari. Lo si legge sempre all’articolo 11. E da anni i tratti sono gli stessi. Il tour dei punti vietati può iniziare da nord est. Si va dalla costa sottostante Poggio San Leonardo al golfo di Baratti, tra la Perla del golfo e L’esagono. E ancora tra Punta delle Pianacce e il lato nord di Buca delle Fate. Qui anche il tratto di costa a sud fino a quello nord di Cala San Quirico. E dal lato sud della cala a quello nord di Cala di Rio Fanale. Off limit anche il tratto tra lato sud di Cala di Rio Fanale e quello nord di Spiaggia Lunga e da qui a sud fino al lato nord di Spiaggia dei Tufi e quello compreso tra il lato sud della spiaggia e quello nord di Calamoresca. C’è poi la spiaggia a nord del Marina di Salivoli, in corrispondenza dello scoglio d’Orlando. Il tratto tra il lato est del golfo di Salivoli e località Esperia, sul lungomare Marconi. E a seguire, la costa sotto viale Amendola e quella tra località Il Convento e il lato nord di via della Fortezza. Da qui dal lato sud fino al piazzale di Alaggio. Altre fragilità, tra il lato est della spiaggia sotto piazza Bovio e il lato ovest di quella del Cimitero. E da qui dal lato est fino al confine ovest con la spiaggia dei Macelli, e il tratto di costa compreso tra il confine est della spiaggia fino alla radice della diga foranea del porto.

La situazione

Dallo studio del 2010 redatto dal professor Paolo Canuti, docente di Scienze della terra all’Università di Firenze, fu chiaro che i fenomeni franosi del 2008 non erano finiti. Ad oggi, il lungo tratto di viale del Popolo è l’unico intervento che manca ancora dopo i dissesti legati a piogge abbondanti e forti mareggiate nei mesi invernali del 2008. Esauriti i 7.625.000 euro del Progetto Piombino coperto da finanziamenti regionali, dilazionati per il ripristino delle emergenze più gravi: cento scalinate sotto i Frati, piazza Manzoni, lungomare Marconi, Calamoresca, la spiaggetta di piazza Bovio. Per il maxi intervento di viale del Popolo resta da trovare un milione e mezzo di euro. Mentre a Calamoresca, dopo i ripristini, sono ancora in corso i controlli dei movimenti franosi. L’inclinometro, questo il nome dello strumento, al momento non ha fatto suonare campanelli d’allarme.

Gli interventi

La ricerca è di un equilibrio possibile, tra emergenza e disponibilità di risorse. Quelle disponibili nelle casse comunali non sono sufficienti. Tanto che per il maxi intervento di viale del Popolo si guarda alla Regione Toscana. Lo conferma l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Gelichi: «Stiamo cercando di agganciare dei finanziamenti regionali». Nel Documento operativo annuale per la Difesa del suolo approvato dal consiglio regionale a inizio anno ci sono 86.000 euro affidati al Comune di Piombino per il consolidamento della falesia a monte di Calamoresca. Intervento che è stato finanziato in toto sempre dalla Regione. «Abbiamo destinato 80.000 euro dell’avanzo di bilancio 2019 per finanziare la progettazione dell’intervento a Calamoresca», dice Gelichi. Ci sono le risorse ma manca il progetto invece per l’area sopra il piazzale di Alaggio.

«C’è da sistemare il cedimento, dovuto alle mareggiate, che si è verificato sul lungomare Marconi, vicino all’Esperia – prosegue l’assessore –. E stiamo valutando la situazione in zona sotto il cimitero comunale dove il pericolo è dovuto alla stratificazione di materiale di riporto della vecchia discarica di laterizi». Un punto fermo in calendario è invece l’intervento sotto l’ex Bernardini. «Dovremmo partire in autunno per rimediare a un principio di frana e c’è da sistemare anche i danni delle mareggiate alla strada dove si sono verificati dei cedimenti». —
 

 

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