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«Detriti considerati rifiuti speciali: è assurdo»

L. c.
«Detriti considerati rifiuti speciali: è assurdo»

Il primo presidente del Parco Tanelli scrive al presidente della Provincia «Costi alle stelle per un movimento naturale che prima alimentava le coste» 

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pomonte

Ma è mai possibile che detriti pietrosi che si staccano dalla montagna e precipitano a valle vengano considerati rifiuti speciali e quindi debbano essere trattati in centri di smaltimento a così alto costo, quando essi precipitavano a valle e contribuivano all’assestamento della costa interessata dall’erosione marina? La domanda se l’è posta Giuseppe Tanelli, primo presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano nel transitare lungo la strada provinciale che porta a Punta Nera, verso Campo Lofeno, un luogo molto panoramico dell’Elba occidentale.

«Non si poteva trovare – aggiunge – un quesito più cervellotico di questo a così caro prezzo per i cittadini? ». Vedendo poi a Punta Nera alcuni operai della cooperativa “Nani Elba” impegnati nel rimuovere i detriti e poi però accumularli in curva dove attenderanno il camion che li conferirà nella discarica attrezzata ad hoc, Tanelli non ci ha visto più e, presa carta e penna, ha scritto una lettere al presidente della Provicnia, Marida Bessi.

«Da alcune settimane la cooperativa Nanni Elba, erede della gloriosa Terra, Uomini e Ambiente, alla quale tanto deve la manutenzione e valorizzazione ambientale dell’Elba e dell’Arcipelago – si legge nella lettera – sta provvedendo allo svuotamento delle sacche di detriti pietrosi accumulati ai piedi delle reti di protezione lungo la strada provinciale SP 25, dell’anello occidentale nelle zone di Punta Nera – Campo Lofeno».

Un lavoro quanto mai opportuno condotto con professionalità che caratterizza gli operatori. Ma secondo Tanelli c’è un ma. Un piccolo problema che sarebbe opportuno risolvere e che può essere preso come icona per problemi similari.

«Il problema è che – scrive l’ex presidente – in accordo con un’interpretazione delle norme sullo smaltimento rifiuti, sembra che quelle pietre rimosse dalle sacche-pietre che è bene dirlo subito: da qualche milione di anni e fino a una settantina di anni fa, prima che venisse costruita la strada costiera, precipitavano lungo le falesie ed alimentavano a mare le spiagge, siano considerate rifiuti speciali. In conseguenza di ciò, i detriti rimossi vengono accumulati nei pochi punti di sosta presenti lungo strada, in attesa che vengano trasportati in discarica, analizzati per definirne le caratteristiche miniero-chimiche e poi eventualmente riutilizzati in qualche modo». Occorre correggere questa procedura burocratica “leggermente” cervellotica, per guadagnare tempi e anche intervenire sui prezzi, abbassandoli come si conviene. O viste le necessità.

Secondo Giuseppe Tanelli si potrebbe iniziare proprio da qui, rivedendo l’incremento dei costi per lo smaltimento; costi che potrebbero andare a estendere le operazioni di svuotamento; piccoli disagi per le persone che in particolare di questi tempi vorrebbero fermarsi ad ammirare i magici paesaggi sul mare di Pelagos, la Corsica e, a parte Giannutri, di tutte le isole dell’Arcipelago. «Anche ai tempi del Covid siamo stati in grado di fare grandi cose – conclude – come sempre succede quando noi italiani siamo chiamati alle emergenze, poi ci perdiamo nei dettagli e come è stato detto: il diavolo è nei dettagli». –

L. c.



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