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Legambiente: «Una perizia “scagiona” i pini di S. Giovanni»

Luigi cignoni
Legambiente: «Una perizia “scagiona” i pini di S. Giovanni»

Secondo il Cigno Verde gli agronomi incaricati dalla passata amministrazione ne individuarono soltanto 21 da abbattere, e non 116, cioè l’intero filare di piante 

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Su 116 pini che insistono sulla piana di San Giovanni, da abbattere ce ne sono solo 21. Lo scrivevano nella loro relazione gli agronomi incaricati dalla precedente amministrazione, Marco Mucini e Giacomo Cortini. È quanto riprende Legambiente. E sottolinea che i due professionisti danno ragione a quanto affermava il Cigno Verde. «Il segretario generale del Comune di Portoferraio, Rossano Mancusi, - aggiunge - ha finalmente fornito la documentazione richiesta da noi, ammettendo non poca difficoltà. Ringraziamo il segretario, ma dalla ricerca di un documento che ha richiesto così tanto tempo per essere ritrovato è evidente che non poteva essere questo sul quale si basava tecnicamente la decisione della giunta Zini, dopo quella Ferrari, di abbattere l’intero filare di pini di San Giovanni, lungo la strada provinciale 25, perché evidentemente pericolosi». Infatti, la «valutazione delle condizioni vegetative, fitosanitarie e di stabilità di parte degli alberi del Comune di Portoferraio» commissionata nel 2015 dall’amministrazione Ferrari e realizzata da Marco Mucini e Giacomo Cortini, evidenzia che, dal punto di vista paesaggistico, il filare di pini di San Giovanni presenta una situazione che è del tutto diversa rispetto a quella proclamata dall’amministrazione comunale fin dal suo insediamento. Infatti scrivono i due agronomi: «Lungo la strada che collega Porto Azzurro e Portoferraio, in località San Giovanni, vegeta un filare singolo coetaneo, su entrambi i sensi di marcia, di pini domestici. Gli alberi sul lato sinistro procedendo verso Portoferraio, radicano a ridosso di un canale di deflusso delle acque meteoriche. Da tenere conto del limitato spazio a disposizione delle radici. I vari apparati radicali, venuti in superficie, hanno danneggiato il manto stradale, il quale per essere ripristinato avrà sicuramente creato danni alle radici. Ciò nonostante mediamente non si osservano segni o sintomi che facciano ritenere che l’apparato radicale ha subìto danni significativi, sia dal punto di vista morfofisiologico che morfostrutturale. Sul piano colturale, oltre l’abbattimento di circa 21 pini domestici e 10 cipressi dell’Arizona, si prescrive senz'altro la realizzazione di qualche intervento di potatura localizzata a carico del seccume dove presente e che si allontana dal corpo centrale, infatti quello presente al suo interno, come dimostrato da vari studi, è fondamentale nella dispersione della forza eolica, riducendo di conseguenza le sollecitazione sul tronco e sul piatto radicale stesso». «Invitiamo la giunta comunale portoferraiese - dice Legambiente - a tenere davvero conto letteralmente e non interpretandola fantasiosamente della relazione che, secondo loro, autorizzava lo sterminio dei pini di San Giovanni e ad avviare gli abbattimenti e le sostituzioni necessarie. Alla luce di questa documentazione, che non giustifica assolutamente l’abbattimento dell'intero filare di pini, come ha voluto far credere qualcuno che forse non l’ha nemmeno letta, il Comune di Portoferraio deve rivedere le sue intenzioni abbattitrici e procedere - conclude - secondo i dati tecnici e scientifici, alla messa in sicurezza di strada e filari di pini e altri alberi a San Giovanni e del resto del territorio portoferraiese». —



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