Il Tirreno

suvereto 

L’olio bio di Petrasca si fa internazionale

Michelangelo Pasquinelli
L’olio bio di Petrasca si fa internazionale

Prestigioso riconoscimento al concorso Aipo d’Argento Russo: «È una conferma che siamo sulla giusta strada» 

3 MINUTI DI LETTURA





suvereto

Primo posto a un importante concorso internazionale per l’olio biologico dell’azienda agraria suveretana Petrasca di Antonio Russo con l’etichetta “Malizia di Tosca”, pur a pari merito con un’azienda di Riva del Garda con l’etichetta “46° Parallelo Bio”. Ed è stato un testa testa fino all’ultimo, nella categoria fruttato medio, come osservano gli organizzatori: «È questo il primo ex aequo che la manifestazione registra nonostante sia stata fatta una seconda e terza verifica da parte del panel che, al termine dello spareggio, ha sempre ottenuto il medesimo giudizio e votazione per i due campioni».

La 17ª edizione del Concorso oleario internazionale Aipo d’Argento 2020, categorie fruttato leggero, medio e intenso, è stata patrocinata dal Ministero delle Politiche agricole e dalla Regione Veneto. Un evento che mette a confronto alcune fra le migliori produzioni olearie del bacino mediterraneo, dove, tra l’altro, si concentrano i tre quarti della produzione. «Il concorso – affermano all’Associazione interregionale produttori olivicoli (Aipo) – esalta quella storicità e quelle professionalità che hanno contribuito a fare della produzione olearia uno dei più dinamici business d’interesse mondiale. Lo hanno confermato, anche quest’anno, gli oltre 415 campioni pervenuti alla segreteria tecnico-gestionale dell’Aipo di Verona (Associazione organizzatrice, da sempre, della manifestazione) in rappresentanza di alcune fra le più acclamate produzioni in rappresentanza di: Grecia, Spagna, Portogallo, Turchia, Italia, Croazia, Slovenia. Adesioni che confermano, da più di 5 anni, come la competizione rappresenti oggi il confronto più autorevole, rigoroso e imparziale, riservato agli oli di qualità. Connotato che anche quest’anno, nonostante i condizionamenti sopportati e superati con la dovuta professionalità che ha visto l’utilizzo di oltre 7.000 bicchieri da degustazione, la compilazione circa 3. 000 schede di valutazione, ha determinato una meticolosa attività di selezione che ha visto solo 144 oli superare la soglia dei 90/100 (ovvero il 34,5% sul totale dei campioni iscritti) e solo 81 (19, 4%) meritare l’accesso alla finalissima».

Comprensibile la soddisfazione di Antonio Russo che ha usato per l’etichetta “Malizia di Tosca” il nome di sua figlia: «Siamo molto fieri dei riconoscimenti ottenuti – afferma – e questo ci fa capire che siamo sulla strada giusta che è quella di voler ottenere prodotti di qualità che possono essere ben riconoscibili e apprezzati da esperti del settore, ma soprattutto da tanti consumatori sempre più esigenti che possono rappresentare un valore aggiunto per il nostro territorio». Che aggiunge: «La soddisfazione è doppia per il fatto che i nostri prodotti sono certificati biologici, cioè ottenuti con pratiche agronomiche sostenibili, senza uso di prodotti chimici durante tutto il ciclo colturale e questo ormai dal 2012». E conclude Antonio Russo: «Siamo molto fieri di questa scelta perché crediamo che non usare prodotti chimici in agricoltura può aiutare, per la sua parte, ad attenuare il cambiamento climatico a cui purtroppo stiamo assistendo».—



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa