Gioco
Case social housing: inclusione sociale, parcheggi, rotatorie Salvo il “campetto”
Cittadini preoccupati dallo scasso nell’oliveta d’inizio giugno Gelichi: «Bandi per gli alloggi direttamente da Investire»
PIOMBINO
Nuovi alloggi di social housing in via Pertini. Riordino dei parcheggi e del traffico, grazie alle rotatorie in realizzazione.
Si lavora dai primi di giugno e, sin dallo scasso dell’area prima occupata dall’oliveta, residenti e cittadini non mancano di far presente “che sembra fuori posto costruire invece di recuperare, togliendo spazi verdi senza distruggere ciò che non si utilizza più”, oltre a nutrire forti dubbi per il futuro del campo di calcio. Di voce in voce i “tradizionali timori” per gli aspiranti assegnatari.
«Cominciamo dai parcheggi – spiega Riccardo Gelichi assessore ai lavori pubblici, decoro, polizia municipale – Di fatto è in corso la sistemazione nell’area della rotatoria e dove si sostava a ridosso di nido, materna, centro giochi educativo. Gli spazi non aumenteranno, ci sarà un riordino».
«Per gli alloggi, si tratta – ricorda l’assessore – di tre palazzi di sei piani per un totale di 80 appartamenti. Progetto di Investire Società di gestione risparmio Spa a cui fa capo l’investimento di 10 milioni di euro insieme a Fondazione Housing Toscano. 50 alloggi saranno a vincolo di canone concordato per 15 anni e la proceduta sarà seguita da Investire con un bando di gara. 15 alloggi saranno venduti, 15 a riscatto. I tre palazzi saranno dotati di una grande sala condominiale dedicata agli incontri per il superamento delle barriere culturali. Dal punto di vista strutturale – prosegue – a sinistra dei palazzi ci sarà una strada nuova che condurrà alla parte alta del parco 8 Marzo, a destra una ciclabile sempre di congiunzione al parco. Il campo per giocare a calcio? Non è assolutamente rischio».
L’idea del social housing affonda le radici in una previsione urbanistica del 2010. La filosofia che la ispira è quella di mettere sul mercato un’offerta tarata su quella che gli esperti definiscono “zona grigia”. Cioè persone non sufficientemente povere per avere i requisiti di accesso agli alloggi dell’edilizia pubblica, ma neppure sufficientemente ricche per potersi permettere un canone di mercato o il prezzo di acquisto di un’abitazione.
Poi ci sono le rotatorie. «Altra questione lo scomputo degli oneri di urbanizzazione – dice Gelichi – quindi le due rotatorie: la prima davanti al Liceo Leon Battista Alberti. La seconda tra via Medaglie d’Oro, via Pertini, via Risorgimento. Tecnicamente si tratta di una rotatoria doppia che comprende anche la sistemazione della strada in questo tratto».
Innovazione urbana e inclusione sociale, obiettivi al momento della progettazione.
Ancora necessario? «Secondo me no – risponde Gelichi – ma è una scelta della precedente amministrazione che non va a favorire il mercato immobiliare piombinese già saturo. Poi c’è l’aspetto di natura ambientale: andiamo a sottrarre un’area verde urbana pregiatissima senza restituire niente in cambio... Gli ulivi? Quando possibile, una ventina, sono stati subito recuperati e ripiantati». Difficile non vedere un concetto urbanistico da anni Settanta, via il verde, cemento che avanza. «Davvero, peccato – conclude Gelichi – Quando adesso Piombino deve puntare sul residenziale di pregio piuttosto che il popolare. Non ci possiamo più permettere di attrarre un tessuto socio culturale basso, questa città ha bisogno di ricchezza».
Il progetto in zona San Rocco procede. Nel giro di un anno gli 80 appartamenti saranno assegnati; poi basterà, ancora una volta, conoscersi. –
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